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a Latina una giornata di perquisizioni nelle case della famiglia

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L’OPERAZIONE
Nuovo blitz dei militari dell’arma nelle case di certune persone ritenute vicine al clan Di Silvio. L’operazione e scattata nella mattina di ieri con l’impiego di imponenti forze. A Latina sono entrati in azione i militari delle unità cinofile, insieme al Nucleo investigativo e alla Sezione operativa. Un nutrito gruppo di carabinieri ha agito con l’aiuto dell’elicottero.
Gli accertamenti straordinari hanno avuto come obiettivo oltretutto le case di alcuni nomi ritenuti dagli inquirenti vicini al clan Di Silvio. Non a caso gli accertamenti si sono concentrati oltretutto nel quartiere di Campo Boario, la storica roccaforte della famiglia, più volte colpita da azioni di controllo del territorio. Nessun arresto e stato effettuato nella mattina di ieri, ma l’attività di ispezione potrebbe portare dei risultati con la raccolta di elementi utili alle inchieste in corso.
Si e trattato di un atto di iniziativa dei militari dell’arma che certamente hanno voluto dare un forte segnale di presenza sul territorio, visitando diverse zone della città con perquisizioni mirate.
Oltre a Campo Boario, difatti, i militari hanno effettuato delle perquisizioni pure nella zona del rione Nicolosi, da anni punto principale per le azioni di spaccio nel capoluogo pontino. Qui in passato sono stati individuati importanti punti di vendita della sostanza stupefacente dove gli acquirenti si recavano a qualsiasi ora. Una rete articolata di pusher che spesso lavoravano per conto di gruppi organizzati, quasi sempre legati ai nomi noti della criminalità locale.
I militari dell’Arma hanno effettuato ispezioni pure in certune in zone a ridosso della Pontina, in particolar modo nel quartiere Q4, l’area più densamente abitata del capoluogo, dove ultimamente sono state individuate e colpite diverse attività di spaccio. Appena 3 settimane fa i militari dell’Arma del Nucleo investigativo, guidati dal maggiore Antonio De Lise, avevano eseguito 7 arresti proprio nel quartiere Q4, colpendo il gruppo legato al clan Travali. Un alloggio Ater, all’interno delle vele meglio conosciute come palazzoni, era diventato la base operativa dello spaccio. L’appartamento all’ultimo piano, quanto mai strategico, consentiva alle vedette della famiglia un’ampia visuale dell’intero quartiere monitorando per tempo l’eventuale arrivo di estranei e pattuglie delle forze di polizia.
Marco Cusumano

ITGN 2240

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