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Alberto Angela e il Natale di Roma L Urbe ha creato il pianeta com e oggi



Alberto Angela e un profondo e appassionato conoscitore della storia di Roma, come tutti sanno vedendo le sue trasmissioni televisive e leggendo i suoi libri.

Angela, oggi come ogni 21 aprile si festeggia il Natale di Roma, una grande avventura cominciata nel 753 avanti Cristo. Che cosa significa questa ricorrenza?
«Al di là della data un po’ simbolica della fondazione, quello che importa a tutti e che l’età romana ha plasmato il nostro modo moderno di vivere: dall’arte all’abitudine del buon cibo e ai piaceri conviviali, dalla moda all’arredamento, dalle lingue alla genetica delle popolazioni. Perfino la religione che c’e in Europa ha avuto un forte impulso dall’età romana. I caratteri che noi usiamo sullo smartphone sono romani. Parigi e Londra, così come tante altre città europee, sono state fondate dai romani. Il made in Italy e stato inventato nell’Urbe».

Un mondo intero cresciuto sulle spalle dei giganti, in seguito al tempo mitico della fondazione?
«Roma era riuscita a far vivere un impero che inglobava quelli che poi sono diventati più di 50 Stati e più di un 4º delle nazioni del pianeta. L’impero coinvolgeva quasi 3 continenti e noi, oggi, spesso fatichiamo a mettere d’accordo i 27 Stati membri dell’Unione Europea»

I romani erano più bravi?
«Mettere d’accordo 450 milioni di persone e più difficile che metterne d’accordo 50 o 60 milioni, quanti erano al tempo dell’impero romano. La verità e che era un premio, per i non romani, essere considerati dei cittadini di Roma. E poi c’era una questione d’identità e di coesione. Tu nascevi all’interno di qualche cosa di molto definito e che si opponeva al mondo esterno, dove c’erano i barbari. Roma era un punto che ti faceva sentire unito agli altri, in grado di amalgamare attraverso il commercio, la cultura, le lingue. Nella Ue, viceversa, ognuno nasce con una lingua diversa, un piatto diverso, tradizioni diverse. E dunque e più difficile unire genti che hanno così tante differenze».

Però non c’e alternativa, non crede?
«Siamo ancora molto giovani. Roma ha impiegato generazioni e generazioni, secoli e secoli, a raggiungere quella che e diventata l’unità dell’impero. Che era attraversato da ogni tipo di diversità ma riusciva a far sentire tutti parte di una stessa entità».

L’attuale guerra in Ukraine non può aiutarci a riconoscerci di più e meglio, tutti insieme, come europei?
«Io sono fiducioso. La nostra unione sarà sempre più stretta. Dobbiamo risolvere i problemi interni ma oltretutto, guardando fuori, riconoscere non che cosa ci separa tra di noi ma che cosa ci unisce. In questo momento di tensioni internazionali, riusciamo a capire l’importanza di questa unione. Se fossimo stati Paesi sparsi e non accomunati in un vincolo, ci troveremmo oggi in una situazione molto più difficile».

In questa fase storica, più che mai, il Natale di Roma può essere la festa di tutti?
«Segnò l’apertura di una civiltà che ha determinato il nostro presente. E per cio ci riguarda tutti. L’eco di quella storia arriva dappertutto e attraversa pure l’Atlantico. Cerchiamo di Capitol Hill. O, per tornare in Europa, alle aquile di Napoleone. E ancora: la parola Cesaree si e trasformata in kaiser e in zar, si e cercato insomma di ispirarsi alla grandezza di Roma in epoche successive pure da parte dei sovrani. Ma e in generale l’ordine e il sistema romano che riecheggiano lungo i millenni nelle svariate parti mondiale. Roma e riuscita a creare il suo impero e la sua civiltà mondiale senza avere un computer né il web né un telefonino. Ciò significa grande organizzazione e grande efficienza nel farla funzionare. E pensare che tutto questo e partito da noi italiani. 2000 anni fa, l’Italia era una superpotenza che non solo dominava ma insegnava agli altri a vivere. La cosa che a noi tutti impressiona e che eravamo noi italiani a dettare l’efficienza e a costruire un mondo ammirato e condiviso da tutti, un modello a cui ispirarsi».

Qui non stiamo parlando dei lati oscuri del modello romano che pure erano tanti. Ce ne può indicare qualcuno?
«La schiavitù. Le pulizie etniche alle frontiere. Il fortissimo classismo. E potrei continuare».

Perché oggi e la disunità a dominare?
«Guardi, la storia si ripete. Quello che vediamo oggi in Ukraine lo abbiamo gia avuto in casa 80 anni fa. Con le stesse tragedie e gli stessi orrori contro i civili. Bisogna conoscere la storia perché aiuta a capire il presente e a indirizzare il futuro. Le risposte del futuro in gran parte si trovano nel nostro passato».

Nel futuro immediato, e parliamo del 2025, vale a dire dietro l’angolo, c’e a Roma il Giubileo. Mentre voi sabato sera su Rai1, a Ulisse, parlerete del Giubileo della regina Elisabetta.
«Sì, e un periodo di giubilei, laici e religiosi. Elisabetta celebra i 70 anni di regno. Quando salì sul trono, nel 1952, il pianeta era totalmente diverso. Non si era neppure andati nello spazio. I giubilei, compreso quello di Roma 2025, servono a dare coesione e identità attorno a qualche cosa o a qualcuno. Danno un senso comunitario. Uniscono il passato al presente e sono uno stimolo al ragionamento sui nostri tempi».

E intanto, la costituzione di Roma che tipo di rifondazione potrebbe ispirare?
«Mi piacerebbe che venisse riportata un po’ di quella efficienza che c’era in età romana. Perché, vorrei ricordare, i romani eravamo noi».
 


The post in italian is about:
Alberto Angela and the Birth of Rome: "The city created the world as it is today"

Alberto Angela is a deep and passionate connoisseur of the history of Rome, as everyone knows by seeing his television broadcasts and reading his books. Angela, today like every 21st ...


L’article en italien concerne :
Alberto Angela et la naissance de Rome : "La ville a créé le monde tel qu'il est aujourd'hui"

Alberto Angela est un connaisseur profond et passionné de l'histoire de Rome, comme tout le monde le sait en voyant ses émissions de télévision et en lisant ses livres. Angela, aujourd'hui comme tous les 21 ...

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