Bollo auto: come si calcola in Italia e nel resto d’Europa?

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Il bollo auto è un tributo in vigore da oltre sessant’anni, introdotto con il Decreto numero 39 del Presidente della Repubblica del 5 febbraio 1953. Inizialmente era una vera e propria tassa di circolazione, obbligatoria solo per poter viaggiare su strade pubbliche e da non corrispondere se il mezzo era fermo in un’area privata, ma dal 1982 è diventato una tassa di proprietà, da versare obbligatoriamente perché legato al possesso del veicolo. Dunque, attualmente è un’imposta regionale annuale che deve essere corrisposta da tutti i proprietari di auto iscritte al PRA, il Pubblico Registro Automobilistico.

I parametri presi in considerazione per calcolare l’importo del bollo sono la potenza in kilowatt (kW) del veicolo e la classe ambientale. Per le quattroruote più recenti, classe Euro 4, Euro 5 ed Euro 6, il Fisco chiede 2,58 euro a kW fino a 100 kW e 3,87 euro per ogni kiloWatt eccedente. Più alto invece l’importo per le vetture più datate, con le Euro 3 che fanno pagare rispettivamente 2,70 e 4,05 euro, le Euro 2 2,80 e 4,20 euro, le Euro 1 2,90 e 4,35 euro e le Euro 0 3 e 4,5 euro.

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