Notizie

Le bombe spiegate ai bimbi

«Che cos’e la guerra?», chiede Sophie, 7 anni, seconda elementare. Vive in un paesino vicino a Roma e la maestra ha risposto con una poesia di Gianni Rodari: “Ci sono cose da non fare mai, né di giorno, né di notte, né per mare, né per terra, per esempio la guerra”. 
Il geniale autore delle “Favole al telefono” dice quel che non bisogna fare. Ma e solo una parte della risposta alla domanda della piccola. 

«Vogliamo vedere il sole, ridateci il sole», gridano i bimbi di Mariupol, segregati da settimane in un bunker che li protegge dalle bombe dei mercenari ceceni, spediti da Putin a portare morte e distruzione. 
Ecco il dipinto: da una parte un numero imprecisato, altissimo, di piccoli, con la statistica che si aggiorna di ora in ora, sacrificati dalla strategia di distruzione totale e i loro coetanei, a migliaia, che invocano di poter usufruire di una via di fuga umanitaria verso la salvezza, al di là dei confini della guerra chiamata “operazione militare speciale”. 
Nessuno, mai, potrà risarcire i bimbi per le sofferenze loro imposte da questa apocalisse insensata. Affamati, atterriti, pervasi dagli incubi creati dal frastuono delle bombe, accerchiati da ogni lato dalla distruzione i piccoli pagano in questo conflitto il prezzo più alto e additano i responsabili di colpe incancellabili. 

Ecco: da questa parte la guerra viene mostrata in tv, raccontata dalle immagini, illustrata dai racconti di chi sul terreno la vive e ce la restituisce nel suo procedere sanguinoso. 
Mentre gli analisti si esercitano su che cosa mai frulli nella testa del dittatore russo, per scrutarne le intenzioni strategiche e le prossime mosse, i bimbi come Sophie si domandano e domandano che cosa mai sia tutta questa distruzione e perché ci sono delle persone che combattono contro altri uomini e come mai la gente comune viene assassinata dai missili e dalle bombe a grappolo. 

I bimbi, nella loro ingenua schiettezza, non fanno mai giri di parole. Non dicono una cosa intendendone un’altra, diversa, lasciata nella nuvola del dubbio. 
I ragazzini chiedono e vogliono sapere. Rispondere alla domanda – «Che cos’e la guerra e perché la fanno?» – e dunque un esercizio di verità, di intellegibilità. 
Poter spiegare a un bimbo perché un suo coetaneo, solo per l’episodio che vive in Ukraine, e costretto a morire mentre c’e qualcuno che reclama il diritto di imporgli questa sorte maledetta, potrebbe rivelarsi un modo per sentire insopprimibile il bisogno di togliersi di dorso questa vergogna, per avvertire il bisogno di chiamare urgentemente l’intervento di tutto ciò che sa di pace e dunque di vita. 

Spiegare ad un bimbo che cos’e la guerra e affare complesso e probabilmente inspiegabile proprio perché si tratterebbe di rendere utilizzabile l’assurdo e chiamare la dipartita e la distruzione a darci la serenità. 
A quel bimbo si può soltanto dire, cercando nella sua mente assetata di risposte, «ciò che non siamo, ciò che non vogliamo», come direbbe Montale. Ma gia la sola domanda contiene una forza straordinaria alla quale potremmo fare ricorso. 
Se non altro per dire, a quel bimbo, che la guerra e qualche cosa di talmente brutto che non si può neanche descrivere. 

I maestri che studiano il pensiero dell’giovinezza, gli Ammanniti ed i Caffo, dovranno aiutarci a cercare le parole per dirlo, perché ad ogni modo una spiegazione e ineludibile e i nostri piccoli interlocutori vanno aiutati a comprendere ed elaborare le brutture mondiale.
Ad ogni modo va spiegato che la guerra non va fatta, mai. E questo basterebbe come risposta a una domanda tanto terribile e tanto impossibile. 3 versi da tenere sempre a mente: “Ci sono cose da non fare mai, né di giorno, né di notte, né per mare, né per terra, per esempio la guerra”.


The post in italian is about:
[crawlomatic-scraper url=https://www.ilmessaggero.it/rubriche/colpo_docchio/ucraina_bombe_bambini_paolo_graldi-6650232.html query_type=regexmatch querydecode=1 output=html query=%23%3Cmeta%20property%3D%22og%3Atitle%22%20content%3D%22%28%5B%5E%22%5D%2B%3F%29%22%2F%3E%23 translate_to=”en” translate_source=”it” cache=”0″]

[crawlomatic-scraper url=https://www.ilmessaggero.it/rubriche/colpo_docchio/ucraina_bombe_bambini_paolo_graldi-6650232.html query_type=regexmatch querydecode=1 output=html query=%23%3Cmeta%20name%3D%22description%22%20content%3D%22%28%5B%5E%22%5D%2B%3F%29%22%2F%3E%23 translate_to=”en” translate_source=”it” cache=”0″]

L’article en italien concerne :
[crawlomatic-scraper url=https://www.ilmessaggero.it/rubriche/colpo_docchio/ucraina_bombe_bambini_paolo_graldi-6650232.html query_type=regexmatch querydecode=1 output=html query=%23%3Cmeta%20property%3D%22og%3Atitle%22%20content%3D%22%28%5B%5E%22%5D%2B%3F%29%22%2F%3E%23 translate_to=”fr” translate_source=”it” cache=”0″]

[crawlomatic-scraper url=https://www.ilmessaggero.it/rubriche/colpo_docchio/ucraina_bombe_bambini_paolo_graldi-6650232.html query_type=regexmatch querydecode=1 output=html query=%23%3Cmeta%20name%3D%22description%22%20content%3D%22%28%5B%5E%22%5D%2B%3F%29%22%2F%3E%23 translate_to=”fr” translate_source=”it” cache=”0″]
Show More