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Camorra in Ciociaria, il clan Moccia dall’evasione con Cesare Battisti all’industria di mangimi

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Le mani della famiglia Moccia pure in provincia di Frosinone. L’organizzazione camorristica, attraverso imprenditori ad essa vicini, aveva rilevato una industria che produce mangimi per animali e che una delle sue sedi a Patrica. E quanto viene fuori dall’operazione dei militari dell’arma del Ros di Napoli che ha portato all’adozione di 57 misure cautelari (36 arresti in carcere, 16 arresti agli arresti domiciliari e 5 divieti temporanei di esercitare attività d’impresa) emesse dal gip il 9 aprile nei riguardi di altrettanti indagati.
Tra gli arrestati pure Luigi Moccia che nell’ottobre del 1981 evase dal vecchio carcere di Frosinone insieme al terrorista Cesare Battisti.

Il Gico della Guardia di finanza, contemporaneamente, ha confiscato d’urgenza beni mobili, immobili e quote societarie per un valore totale equivalente a 150 milioni di euro. Contestati a vario titolo reati che sarebbe stati commessi per agevolare il clan camorristico Moccia.

Secondo le accuse il clan guidata 3 fratelli Moccia (Angelo, Luigi ed Antonio) ed il loro cognato Filippo Iazzetta era suddiviso in un’ala militare e una imprenditoriale. Quella che avrebbe operato pure in Ciociaria.

Come viene fuori dall’ordinanza di quasi 2000 pagine a firma del Gip di Napoli, Maria Luisa Miranda, tra le imprese finite sotto indagine figura pure la Industrie Proteine Laziali Srl che ha una sede pure a Patrica, oltre che a Latina e a Stanghella, in provincia di Padova. La azienda si cura della raccolta e trasformazione di sottoprodotti di origine animale in grassi e farine. Secondo le accuse, attraverso una serie di operazioni finanziarie, tra acquisizioni e modifiche societarie operate dal 2012 al 2018, l’azienda e finita nelle mani di Pietro Chirico, 47enne di Casoria, e Francesco Di Sarno, 50enne di Napoli.

Tutti e due, sostengono gli inquirenti, sarebbero stati delle vere e proprie teste di legno che gestivano per conto della famiglia dei fratelli Moccia. Il tutto con l’obiettivo di eludere le disposizioni di legge in materia di misure di precauzione patrimoniali e per agevolare la pratica del riciclaggio.
L’azienda Industrie Proteine Laziali Srl di Patrica era stata acquistata nel 2012 da un’impresa di Ferentino che opera sempre nel settore dei mangimi per un importo equivalente a un milione e 750mila euro attraverso l’emissione di cambiali.
 

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