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C’era una volta il “Pratone”: Torre Spaccata sospesa tra il sogno di un parco e la progettazione degli Studios

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Tra i palazzoni della periferia sud dell’oriente della capitale s’incunea una zona, di sessanta ettari, che non e . Conosciuto nella zona come il Pratone di Torre Spaccata, questo polmone verde e di proprietà di Cassa Depositi e Prestiti. 

La petizione

L’area verde, compresa nella zona del municipio VII, era destinata ad accogliere il Sistema direzionale dell’oriente (Sdo). La progettazione però non e mai decollato, lasciando il pratone confinato dietro una vasta recinzione metallica. Un limite fisico che se da una parte ne ha impedito la fruizione, dall’altra ha finito per alimentare le aspettative di chi alloggia nella zona. Al punto da spingere un gruppetto di residenti a lanciare una petizione sul sito di Roma Capitale. Alla raccolta firme, cui si può aderire solo accreditandosi con lo Spid, la Cie o la Carta nazionale dei servizi, a 2 mesi dalla sua pubblicazione, hanno gia aderito più di 2600 persone che chiedono al Campidoglio una variante pianificazione urbana che prevede una centralità urbana con annessi servizi per il contesto ambientale.

Un parco archeologico ambientale

Il Piano regolatore prevede che il pratone sia edificato per quasi un 3º della sua superficie. E con questa finalità e stato trasmesso una intesa preliminare d’acquisto tra Cinecittà Studios e Cassa Depositi e Prestiti. Circostanza che e stata confermata pure dal Campidoglio. Ma chi ha firmato la petizione, sta chiedendo all’attuale amministrazione cittadina d’intervenire per modificare la finalità pianificazione urbana del pratone,con l’intenzione di trasformarlo in un parco archeo-ambientale. 

L’importanza archeologica

Sul piano archeologico l’area e stata interessata da una serie di scavi esplorativi che, tra il 1997 ed il 2006, hanno portato alla luce 4 importanti ville rurali romane, con funzioni residenziali e produttive: la villa di via Lizzani, la villa di via Sommariva, la villa A204 e la villa del Casale di Torre Spaccata. Per questo si chiede in continuità pianificazione urbana e funzionale con il parco di Centocelle si legge nella petizione di creare un parco che consentirebbe di fruire di un’area archeologica vastissima che si muove sulle consolari Casilina, Prenestina e Tuscolana, seconda potenzialmente solo al Parco dell’Appia Antica.

Un simbolo del territorio

Oltre al valore archeologico, l’istanza di variante, nasce pure per valorizzare il Pratone in chiave ambientale. E’ un posto fortemente identitario – ha riferito Stefano Becchetti, del comitato che ha promosso la petizione – chi e nato nel quartiere, racconta che lì si faceva il bagno nella marana o ci giocava a pallone. Ma e pure un polmone verde che nella zona manca.  Sfruttando dei varchi aperti nella recinzione, durante le fasi più acute della epidemia – ha ricordato Becchetti – i cittadini hanno ripreso a godere di questo spazio. Sono state organizzate pure passeggiate, una delle quali e partita pure dal centro cittadino ed attraverso aree le aree verdi della città, ha raggiunto il pratone. Noi chiediamo all’amministrazione di non mettere altro cemento in questo quadrante, ma di ascoltare le richieste in arrivo dai cittadiniha concluso Becchetti, del comitato che propone l’istituzione del parco. Un comitato che sta facendo proseliti, attraverso una serie d’incontri che si sono gia svolti nella zona del municipi VII e V, che hanno fatto registrare l’adesione pure di altre realtà, come il WWF.

Un’opportunità da cogliere

Quello dove si inserisce il Pratone e un territorio ad alta densità abitativa, con delle previsioni urbanistiche, contenute nel PRG, che dovrebbero essere modificate guardando al futuro della città e dando seguito alle legittime attese degli abitanti – ha commentato Raniero Maggini, presidente del WWF di Roma e della Città Metropolitana – Sarà la volta buona per cambiare registro, approvando alla fine una variante pianificazione urbana nell’interesse della collettività, anzichè del proponente nuove cubature. Il Pratone con il Parco di Centocelle può diventare un importante polo storico e archeologico, connotato da un rilevante valore naturalistico. E’ un’opportunità da cogliere, che non può essere cancellata dal cemento.

La ricchezza naturalistica

Sul piano naturalistico l’area, ha ricordato il capo del WWF romano, il Pratone, insieme al Parco di Centocelle, sono siti interessanti sul piano dell’avifauna come dell’entomofauna, fruiti da molteplici specie di uccelli nel corso della migrazione. Sempre sul piano naturalistico questi terreni incolti propongono riparo a molti animali che abitano questo autentico scorcio di Agro romano. Penso ad esempio alla Cappellaccia, un tipico di questi ambienti, che e però impossibile scorgere in zone colpite dall’inquinamento e dal consumo di suolo e che invece qui trovano rifugio. E’ dunque puntando sulla salvaguardia e la valorizzazione di questi spazi, viene dichiarato dal’associazione ambientalista, che si può compiere un importante passo in avanti per fare di  Roma la Capitale europea della biodiversità.

Intervista a Veloccia sul futuro del Pratone

Le intenzioni del Campidoglio

Per trasformare il Pratone in un parco, la strada indicata da chi ha firmato la petizione e quella di una variante pianificazione urbana. Un percorso, quest’ultimo, che non convince il Campidoglio. E’ probabile coniugare il rispetto e la valorizzazione dell’ambiente con l’occasione di sviluppo data dall’ampliamento degli studios di Cinecittà E il obbligatorio che prevede il PRG –  ha commentato l’assessore all’pianificazione urbana Maurizio Veloccia – e proprio quello della partecipazione e della concertazione con il contesto ambientale, dunque non ci troveremo dinnanzi ad una progettazione blindato. Per il Campidoglio dunque, la strada della variante, non e quella che porta alla trasformazione del pratone in un parco.
 

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