Cultura

Candidatura a Capitale italiana della Cultura 2022 L’Aquila “abbraccia” ricostruzione, arte e scienza

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Meno mille. La ricostruzione dell’Aquila dopo il terremoto del 6 aprile 2009 sta volgendo al termine per quanto riguarda la parte tecnica e amministrativa. Tra meno di tre mesi ricorreranno 12 anni dal terremoto che ha semidistrutto il capoluogo abruzzese e una vasta area della regione, detta “cratere sismico”. Una tragedia immane: 309 deceduti, 70mila sfollati, un patrimonio immobiliare costituito da decine di migliaia di unità demolito o inagibile. Quello che è considerato il secondo comune d’Italia per numero di edifici vincolati, dopo Arezzo, e uno dei principali centri d’arte, vedeva compromessa la sua identità di città ricca di storia di cultura, sepolta sotto le oltre 33 milioni di tonnellate di macerie prodotte dal terremoto.

 

Per rimettere in piedi case e palazzi sono state presentate, in un decennio o non più, circa 30mila progetti e richieste di contributo (per l’esattezza, 29.528): oggi, ne restano mille da istruire. Questo non vuol dire, ovviamente, che la ricostruzione è terminata. Ma comunque sono in fase di completamento tutti i procedimenti. I dati sono oggettivi: per la ricostruzione privata sono stati concessi finora 6 miliardi di euro, che hanno finanziato 11mila interventi, con l’82% dei cantieri completati.

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