Esteri

Portogallo, miracolo svanito: si torna al lockdown duro per frenare i contagi

Il miracolo non ha retto, le certezze del Portogallo sono crollate di fronte alle insidie della seconda ondata. Il Paese che la primavera scorsa, nelle settimane tragiche dell’esplosione della pandemia, veniva indicato come uno degli esempi virtuosi a livello europeo nella lotta contro il covid-19, ora è costretto a ricorrere nuovamente al chiusura totale duro. E questo ad appena dieci giorni dalle elezioni presidenziali, che comunque si svolgeranno regolarmente, pure se la campagna è stata momentaneamente sospesa. In marzo, per la rapidità con cui venne deciso, il chiusura totale fu il segreto del successo della terapia d’urto adottata da Lisbona (a metà aprile, il tasso di mortalità da Coronavirus era al 3 per cento, contro il 13 dell’Italia e il 10 della Spagna). Ora è il segnale di una situazione che torna a essere fuori controllo.

Per la prima volta, oggi il numero di positivi ha superato quota 10mila in venti quattro ore. Aumenta pure la cifra dei deceduti, con una mass media quotidiana di oltre 150 negli ultimi giorni (il totale dall’inizio della pandemia è di circa 8200). Ma quello che preoccupa di più è il contesto degli ospedali. La ministra della Sanità, Marta Temido, ha lanciato l’allarme dicendo che stanno subendo “un’enorme pressione”.

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