Green Pass, via libera da Garante a Piattaforma per la Liberazione - Politica Italia24
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Green Pass, via libera da Garante a Piattaforma per la Liberazione – Politica

Il Garante della Privacy ha espresso parere favorevole allo schema del decreto attuativo che attiva la piattaforma nazionale-DGC per il rilascio del green pass, fornendo adeguate garanzie per l’utilizzo delle certificazioni verdi. In merito alle istanze di recupero del green pass, il Garante ha autorizzato l’utilizzo dell’Applicazione Immuni, ma ha rinviato l’utilizzo dell’Applicazione IO per criticità riscontrate.

Il Garante per la protezione dei dati personali, frutto di lunghe e proficue discussioni con il Ministero della Salute – spiega una nota dell’Autorità – ha espresso parere favorevole allo schema del decreto attuativo, che attiva la Piattaforma Nazionale-DGC per l’emissione di il green pass, fornire adeguate garanzie per l’utilizzo delle certificazioni green.
Il pass verde, introdotto dal decreto “Riapertura” per consentire gli spostamenti tra le Regioni e l’accesso a manifestazioni pubbliche e sportive, è ora previsto nelle aree gialle, anche per partecipare a feste per cerimonie civili e religiose. L’Autorità, che ha già messo in guardia il Governo sulle criticità dell’attuale versione del decreto “Riapertura”, ricorda la necessità di individuare con chiarezza, in sede di conversione in legge del decreto, i casi in cui l’interessato può essere invitato a esibire certificazione verde per accedere a luoghi o locali. Proprio l’attuale incertezza delle circostanze in cui è richiesta l’esibizione del pass verde ha favorito l’adozione, da parte di alcune Regioni e Province Autonome, di ordinanze che ne hanno imposto l’utilizzo anche per finalità diverse da quelle previste dal decreto riapertura e in rispetto del quale è già intervenuto il Garante. L’Autorità sottolinea inoltre che il regolamento europeo sul pass verde, in corso di adozione, stabilisce anche che esso può essere utilizzato dagli Stati membri per altre finalità, con riguardo agli spostamenti all’interno dell’UE, ma solo se ciò è espressamente previsto. . e regolato da una norma nazionale. L’Autorità – pur valutando positivamente, nel suo complesso, lo schema del Dpcm, che recepisce la maggior parte delle indicazioni fornite dal Garante nel corso del confronto con il Ministero della Salute – prende atto di alcuni profili in cui ritiene necessario un intervento. In particolare, il Garante chiede chiarezza sulle finalità per le quali può essere richiesto il pass verde, che deve essere stabilito con regola di rango primario. Inoltre la norma deve prevedere che le certificazioni possano essere rilasciate ed emesse solo tramite la Piattaforma Nazionale-DGC e verificate esclusivamente tramite l’App di Verifica C19. Tale applicazione, infatti, è l’unico strumento in grado di garantire la validità della certificazione verde, nel rispetto dei principi di protezione dei dati personali, assicurando anche che i verificatori possano conoscere solo i dati personali dell’interessato, senza vedere il resto della informazioni presenti nella certificazione (guarigione, vaccinazione, tampone negativo). Un altro provvedimento, richiesto ed ottenuto dal Garante nel colloquio con il Ministero della Salute, è che i soggetti incaricati delle verifiche della certificazione verde siano chiaramente identificati e istruiti.
In merito alle modalità di ottenimento del green pass, la bozza di decreto prevede la sua fruibilità attraverso diversi strumenti digitali (sito della Piattaforma Nazionale-DGC; Fascicolo Sanitario Elettronico; App Immune; App IO) che consentiranno agli interessati di consultare , visualizza e scarica le certificazioni. Inoltre gli interessati possono contattare anche il medico di famiglia e il farmacista per scaricare la certificazione verde. In merito alle istanze di recupero del green pass, il Garante ha autorizzato l’utilizzo dell’Applicazione Immuni, ma ha rinviato l’utilizzo dell’Applicazione IO per criticità riscontrate al riguardo. Nella stessa riunione consiliare, con separato provvedimento, l’Autorità, in relazione a quesiti generali di criticità circa il funzionamento dell’App IO, ha disposto d’urgenza alla società PagoPA il blocco temporaneo di alcuni trattamenti di dati effettuati tramite la suddetta app. Che comportano interazione con i servizi Google e Mixpanel e che quindi comportano un trasferimento verso paesi terzi (ad esempio,
USA, India, Australia) di dati particolarmente sensibili (ad esempio,
operazioni di cash back, pagamento strumenti, bonus ferie), effettuati senza che gli utenti siano stati adeguatamente informati e prestato il loro consenso. Profili sui quali l’Autorità aveva già richiamato l’attenzione con diversi provvedimenti 2020, che forniscono anche indicazioni per conformare l’utilizzo dell’applicazione alla normativa privacy. (Agenzia di stampa).