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Grillini, la rivoluzione gentile per i diritti Lgbt – Lazio

La cosa di cui sono più fiero e “che abbiamo cambiato il modo di pensare di un intero Paese”. Lo dice all’ANSA con un sorriso Franco Grillini, bolognese doc, classe 1955, una delle principali figure di riferimento in Italia della lotta per i diritti Lgbt+. Filippo Vendemmiati lo racconta nel documentario Let’s Kiss – Franco Grillini Storia di una rivoluzione gentile, prodotto da Genoma Films con Albedo, che dopo il debutto alla Festa del cinema di Roma nella sezione autonoma Alice nella città, arriverà da fine ottobre con una rete di proiezioni in 150 sale e su Sky. Con l’energia, l’ironia e il carisma che l’hanno sempre contraddistinto, Grillini torna la strada con il movimento che l’ha visto pure presidente dell’Arcigay (ora ne e presidente onorario), del parlamento e consigliere regionale. Una vita di battaglie pubbliche e personali (compresa quella più recente con un mieloma multiplo) punteggiata nel racconto da straordinario materiale d’archivio trovato da Vendemmiati, gia autore di documentari come “E stato deceduto un ragazzo-Federico Aldrovandi, vincitore del David di Donatello. Era importante con il documentario “portare ciò che hanno illustrato certe battaglie alle nuove generazioni, cosi che certi drammi e violenze non si ripetano in futuro”. Per quanto l’Italia sia cambiata, scontri come quelli sulla Legge Zan fanno comprendere quanto ci sia ancora da fare: “La legge di contrasto all’omofobia e transfobia si trascina da 28 anni – ricorda Grillini -. Abbiamo iniziato a combattere nel 1993, con la legge Mancino. Noi banalmente chiediamo l’applicazione di quella legge (che condanna gesti, azioni e slogan legati all’ideologia nazifascista, aventi per scopo l’incitazione alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici, religiosi o nazionali, ndr) pure per motivi di orientamento sessuale e identità di genere. C’e in tutti i paesi europei.
    Al momento speriamo che complici pure alcuni scandali la politica arrivi a più miti consigli. Non possiamo finire questa legislatura senza nemmeno un provvedimento sui diritti civili”.
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