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Il debito oscura «Il Sole»

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Il dibattito sul debito pubblico italiano si sta lentamente riaprendo, con l’interessante articolo a firma di Marco Fortis che evidenzia la sostenibilità del debito pubblico italiano rispetto ai principali competitor. Secondo Fortis, il superamento del debito sovrano francese rispetto a quello italiano non indica necessariamente una situazione peggiore per l’Italia.

Fortis sottolinea che il rapporto debito/Pil non è un metro di giudizio infallibile per valutare la sostenibilità dei debiti pubblici. La Francia, ad esempio, ha ora un debito pari al 112% del Pil, cifra di poco inferiore a quella italiana nel drammatico 2011. Questo solleva la domanda su come le istituzioni internazionali trattano diversamente i paesi con simili situazioni di debito pubblico.

L’articolo mette in luce anche altri elementi che “misurano l’affidabilità” di un debito sovrano, come l’instabilità politica, la debolezza dell’amministrazione pubblica e l’antieuropeismo delle classi dirigenti emergenti. Tuttavia, Fortis fa notare che nonostante queste difficoltà, l’Italia rimane la seconda potenza manifatturiera continentale, con un surplus commerciale con l’estero che gli altri paesi latini non hanno.

Fortis evidenzia anche che la crescita generalizzata dei debiti pubblici non rende più l’Italia un’anomalia o una pecora nera nel contesto economico attuale. Tuttavia, il debito pubblico italiano rimane un problema che il paese ha sperimentato per lungo tempo. Nonostante gli sforzi fatti negli anni Novanta per ridurre il rapporto debito/Pil, la bassa crescita economica e il costo degli interessi hanno impedito sostanziali progressi.

L’articolo evidenzia anche la riduzione del possesso di titoli di debito italiano da parte degli investitori stranieri, in contrasto con la situazione francese. Inoltre, si suggerisce che l’Italia ha principalmente un problema di comunicazione sul suo debito, nonostante le reali debolezze economiche del paese.

In conclusione, l’articolo di Fortis mette in evidenza un cambiamento globale nella situazione del debito pubblico, con tutti i principali paesi del G7 (tranne la Germania) che superano il 100% del Pil. Questo non indica necessariamente un rilancio italiano, ma esprime le contraddizioni economiche accumulate ed esplose negli ultimi decenni a livello globale.

In definitiva, l’analisi di Fortis apre una interessante riflessione sul ruolo del debito pubblico e su come valutarne la sostenibilità in un contesto economico e politico complesso.

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