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il romano visitatrice all’estero? Impossibile non riconoscerlo

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Il romano che viaggia all’estero si comporta come se esistesse anche ora l’Impero: non va in vacanza, va a controllare le colonie. Lo riconosci subito. Nei musei, per strada, sminuisce tutti i opere monumentali che va a visitare, fosse pure la Grande Muraglia cinese: «E capirai, tutto questo casino per 2 cocci. A Roma ce l’abbiamo sotto casa».

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Per il romano tutto quello che c’e fuori dal Gra e ignoto (e mai paragonabile). Non importa se per andare da Roma nord a Roma sud si impiega lo stesso tempo che per andare da Roma a Napoli: per chi vive nella Capitale, l’interno sarà sempre meno lontano e strano dell’esterno. Al bar il cornetto non sarà mai la brioche e la pizza bianca mai focaccia. Per principio. E ci rimane quasi male se in una qualsiasi altra città trova posto con l’auto: la doppia fila, per il romano, e uno stile di vita. I ciclisti sulla ciclabile? La metro che funziona? Stranezze. Con gli stranieri si gioca sempre le stesse carte: «Daje, Totti, il Colosseo». E non c’e niente che lo faccia più arrabbiare di sentirsi dire: «Sei romano? Mia zia risiede a Talenti la conosci?». «Semo più di 2 milioni, mica 2 spicci». Perché puoi togliere un romano da Roma, ma mai Roma dal cuore di un romano.
 


ITGN 2681 => 2022-08-12 08:21:05

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