Istruzione

«Dad, occasione per innovare»

«Adesso il rischio è di buttare il bimbo con l’acqua sporca». Sintetizza così, il presidente dell’Indire, Giovanni Biondi, il dibattito sulla didattica a distanza, che vede, da un lato, gli studenti “occupare” simbolicamente i cortili e gli ingressi delle scuole, chiedendone la riapertura, sostenuti da comitati e associazioni di genitori e, dall’altro, altri alunni e famiglie che, invece, antepongono la sicurezza e il timore dei contagi alla ripresa delle lezioni in presenza. Così, mentre un’indagine di Ipsos per Sos Villaggi dei bimbi dice che «9 studenti su 10 sarebbero entusiasti di ripartire», un sondaggio di Skuola.net tra gli alunni delle superiori, svela, invece, che per «4 su 5 è giusto prolungare le chiusure», pure se temono gli «effetti collaterali della Dad». E ancora. Mentre il comitato Priorità alla scuola chiede «la scuola in presenza», perché «la prolungata chiusura mina i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza», lanciando un appello in tal senso al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sottoscritto, tra gli altri, dall’economista Tito Boeri, dal pedagogista Daniele Novara, dallo scrittore Bruno Tognolini e dalla psicologa Silvia Vegetti Finzi, in Campania nasce l’associazione dei genitori “sì Dad”, per difendere i propri figli da possibili contagi in classe e sui mezzi pubblici.

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