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La riforma del Csm approda alla Camera. Matteo Renzi rimane contrario, in pericolo la tenuta della preminenza

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Dopo un faticoso e assai fragile accordo tra i partiti della preminenza (ad eccezione di Italia Viva) oggi il testo della riforma del Consiglio Superiore della Magistratura arriva in aula alla Camera per la discussione generale. Il partito di Matteo Renzi ha gia fatto sapere nei giorni passati di non voler votare le modifiche proposte in commissione perché ritenute inutili. Per la precedente primo ministro, difatti, le correzioni non toccano le correnti, ma «aggiungono solo un posto in tavola». La defezione di Italia Viva, tuttavia, non dovrebbe far mancare i numeri alla preminenza.

 

Ma c’e fibrillazione pure e oltretutto tra le toghe che non sono affatto soddisfatte della riforma. Oggi alle 12.30 nella sede dell’Associazione nazionale magistrati (palazzo della Cassazione, a Roma), la Giunta esecutiva centrale dell’Anm organizza un incontro per spiegare le sue ragioni di «forte preoccupazione» riguardo i contenuti della riforma dell’ordinamento giudiziario e del Csm. Ecco come si dovrebbe trasformare il «sistema» dell’strumento di autogoverno delle toghe, come minimo in alcuni passaggi essenziali.

SISTEMA ELETTORALE
Binominale con quota proporzionale. Sorteggio dei distretti di Corte d’Appello per formare i collegi.

CANDIDATURE
Non si prevedono le liste. Il sistema di basa su candidature individuali. Ciascun candidato presenta liberamente la sua candidatura individuale – pure nel suo distretto – (senza necessità di presentatori) su scala di collegio binominale. Sono necessari un minimo di 6 concorrenti in ogni collegio binominale, di cui come minimo la metà del genere meno illustrato. Se non arrivano candidature spontanee o non si garantisce la parità uomo-donna si integra con il sorteggio per arrivare al minimo dei concorrenti previsti e il sorteggio e previsto pure per riequilibrare le candidature del genere meno illustrato; Questo sistema introduce un fattore di imprevedibilità e rende più difficile fare spartizioni, oltretutto per i posti proporzionali.

 

STOP NOMINE A PACCHETTO
L’assegnazione degli incarichi direttivi e semidirettivi, viene spiegato, si decide in base all’ordine cronologico delle scoperture per prevenire le cosiddette nomine a pacchetto. Si valorizza molto la formazione, si prevedono corsi per tutti sia 1ª di aver accesso alla funzione che dopo. Si valorizza nella scelta del candidato il possesso di caratteristiche rilevanti rispetto allo specifico posto messo a concorso e si rendono trasparenti le procedure di selezione, con pubblicazione sul sito del Csm di tutti i dati del procedimento e i vari curricula. Si prevede l’obbligo di audizione di non meno di 3 concorrenti per quel posto.

 

PROCEDIMENTI
Pubblicità delle carte sul sito intranet del Csm, nel rispetto dei dati sensibili e richiamo ai principi della legge sulla trasparenza. Selezione dei concorrenti alla luce dei curricula con successiva audizione obbligatoria dei selezionati, tra l’altro elementi di innovazione. E ancora: obbligo di partecipazione a specifici corsi organizzati dalla Scuola Superiore della Magistratura, della durata minima di 3 settimane pure non di seguito, quale requisito per l’ingresso alla procedura funzionale all’acquisizione di competente organizzative; Individuazione di un contenuto minimo di criteri di valutazione, per verificare tra l’altro pure le capacità organizzative. Valorizzazione delle pari opportunità a parità di merito.

PORTE GIREVOLI
Divieto di esercitare in contemporanea funzioni giurisdizionali e ricoprire incarichi elettivi e governativi. Obbligo di collocarsi in aspettativa (senza assegni in caso di incarichi locali).

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