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Latina, disagi e tempi lunghi all’anagrafe, l’assessore Pazienti: «Carenza di organico insostenibile»

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Una mole di lavoro e una carenza di organico insostenibili, dotazioni hardware e software carenti e obsolete, strutture ricettive non adeguate ai servizi da erogare. Ecco la faccenda del servizio Anagrafe del Comune di Latina, tratteggiata dall’assessore al ramo, Laura Pazienti, nella sua risposta all’interrogazione del consigliere Gianluca Di Cocco (FdI), nel question time di ieri.
La Pazienti ha messo in fila i numeri, fin dalla popolazione: 134.697 residenti. Che, ovviamente, hanno bisogno di documenti, certificati, matrimoni, residenze. 3 sono le sedi operative: quella centrale, in via Ezio, dove ci sono 17 effettivi, di cui 1 in part time, 1 in smart working e 8 in categoria A (uscieri), «da anni attribuiti a compiti ben oltre le loro competenze», ha spiegato la Pazienti; a Latina Scalo ci sono 4 addetti, di cui una categoria C e in part time e smart working e due categorie B; a borgo Sabotino ci sono 3 unità, di cui una in categoria A. «In teoria i lavoratori sarebbero di più, ma diversi sono di fatto impossibilitati a lavorare», ha ribadito l’assessore. L’ufficio elettorale, alla fine, ha due sole unità.

L’ufficio di via Ezio, da gennaio a ottobre 2021, con soli due addetti, ha rilasciato 10.497 carte identificativo elettroniche; a novembre e Dicembre, quando sono stati affiancati da altri 4 addetti, sono state 2.658 in soli due mesi. Sabotino ne ha rilasciate 3.490 e Latina Scalo 1.868. Relativamente alla trascrizione di atti, le sei unità dell’ufficio di stato civile, ne hanno trascritti 4.999 e rilasciato oltre 30mila tra certificati e altri documenti. Poi ci sono le nascite, le deceduti e le richieste di cremazione «notevolmente aumentate nel periodo di epidemica», le residenze da trascrivere. Adempimenti aumentati negli ultimi anni, e che potrebbero essere ulteriormente complicati dall’imminente ingresso a pieno regime, a gennaio 2023, in Anpr (Anagrafe nazionale persone residenti). C’e poi il tema di via Ezio, una sede che «non offre spazi adeguati, e trascurata, non funzionale, manca una vera area front office, gli spazi di ricevimento non sono adeguati e non a caso lo staff ha subito contagi da Coronavirus». E le dotazioni strumentali, «carenti e obsolete». «Il regolamento per celebrare matrimoni in aula consiliare e altre strutture c’e, e ormai la legislazione sanitaria va verso la normalità: la disponibilità delle cerimonie sarà facilmente ripristinabile». «Bisogna un adattamento immediato di organico, come minimo 5 unità di formale di anagrafe, e profili di categoria per funzioni connesse allo stato civile, ricorrendo pure al lavoro interinale. Lavoriamo pure a una riorganizzazione interna con redistribuzione dei carichi di lavoro, e stiamo valutando come sedi strutture più centrali».

Affrontate ieri pure altre interrogazioni, ad esempio sulla riapertura della scuola di via Gran Sasso al Gionchetto («Riaprirà per il nuovo anno scolastico», ha assicurato l’assessore ai Lavori pubblici, Pietro Caschera), per la imbandiglione di via 4º («Sarà consegnata in agosto», ha spiegato Caschera), sulla mancata apertura del chiosco del Parco Faustinella, a seguito del perfezionamento del contratto, e sull’isola ecologica della Chiesuola («I lavori sono stati terminati e si attendono solo le autorizzazioni per aprirla», ha spiegato l’assessore all’Igiene urbana, Dario Bellini).

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