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Mascherine all’aperto, anche Roma si adegua: giro di vite nelle città

In principio e stato Vincenzo De Luca in Campania. Poi la Sicilia di Nello Musumeci e alla fine una lunga lista di città e primi cittadini: Milano, Venezia, Bologna, Padova, Bergamo e Aosta. Un elenco a cui e pronta a iscriversi la Capitale. Pure a Roma difatti, dalla prossima settimana con ogni probabilità verrà l’obbligo di indossare la mascherina all’aperto fino alla fine delle feste natalizie. Una riflessione imposta, al netto del sostanziale mantenimento della zona bianca in tutto il Paese, dalla costante crescita delle infezioni a cui stiamo assistendo. Ieri ad esempio i nuovi casi registrati nella Penisola sono stati 13.672, 3mila in più di 7 giorni fa e 5mila in più delle due settimane precedenti. E un tasso di positività passato dall’1,4 per cento dell’11 novembre, al 2,1 per cento di ieri. 

Proprio per questo, in vicinanza delle feste e del prevedibile maggiore afflusso di persone intorno al centro città e le vie dello shopping, l’ipotesi di imporre la mascherina obbligatoria pure all’aperto e finita sul tavolo del primo cittadino Roberto Gualtieri (pronto ad accoglierla la prossima settimana) a cui ieri non a caso il Comitato per ordine e sicurezza ha destinato una forte raccomandazione ad intervenire in tal senso, al pari di tutti i primi cittadini dell’area metropolitana di Roma. A spingercela pure l’assessore alla Salute della Regione Lazio Alessio D’Amato.

«Lo sto consigliando fortemente ai primi cittadini delle città più grandi – spiega – ma devono decidere loro. Noi non interverremo come Regione perché altrimenti non potremmo la misura sul territorio». E un piccolo centro della provincia di Frosinone non può sicuramente essere paragonato alla Capitale durante lo shopping natalizio. Orazione identico pure per la Toscana. Eugenio Giani ha gia fatto sapere che non imporrà misure aggiuntive, e ma il primo cittadino di Firenze Dario Nardella studia a blindarsi,

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