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«Mi ha sparato uno che alloggia lì»

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Ha riferito ben poco agli investigatori il marocchino ferito con un colpo di pistola sabato nelle ore pomeridiane sul marciapiede di via Londra, non ha neppure detto il proprio nome limitandosi a spiccicare la nazionalità. Le poche parole riferite ai soccorritori nell’immediatezza dei fatti, tuttavia, sono bastate per indirizzare le inchieste nella giusta direzione. Lo straniero difatti si sarebbe limitato a dire «Mi ha sparato uno che alloggia lì» indicando le case popolari situate molto vicino dal punto dov’e stato trovato dolorante. Lo stabile dove abitano alcuni dei giovani dei familiari De Rosa. Poi si e trincerato dietro un muro di silenzi.
Gli inquirenti delle forze dell’ordine stanno lavorando per raccogliere indizi a per chiudere il cerchio, mentre continuano le ricerche del giovane che lo stesso pomeriggio di sabato e riuscito a sottrarsi alla cattura, presumibilmente il fratello del ventiduenne bloccato e identificato nell’area di Guidonia mentre lui riusciva a dileguarsi alla vista dei poliziotti. A quanto sembra non erano in 3 come trapelato nelle fasi iniziali dell’inchiesta, ma in due appunto: per gli investigatori, il giovanotto in fuga sarebbe colui che ha sparato, dunque la mancata cattura gli ha concesso di evitare esami di natura tecnica come la prova stub, il tampone che consente di rilevare tracce di polvere da sparo sulle mani del sospettato come sugli abiti. Un elemento di prova importantissimo, la cui validità svanisce col trascorrere delle ore e dei giorni.

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