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Morolo, Paziente morto, decisione giudice: risarcimento familiari

“Shock settico cagionato da un’infezione necrotizzante dei tessuti molli dell’arto minore sinistro a sua volta conseguente a una separazione pluriframmentaria scomposta ed esposta di tibia e perone”. Queste le cause della morte, scritte nero su bianco, nella sentenza emessa dal tribunale di Frosinone, sull’evento di G.P. sessantenne originario della Romania, per circa vent’anni con residenza a Morolo, deceduto il 24 agosto del 2016 al policlinico “Umberto I” di Roma, dove era stato spostato nel pomeriggio del 16 agosto dall’ospedale “Fabrizio Spaziani” di Frosinone.

La ricostruzione
Il sessantenne era rimasto coinvolto, il 10 agosto di 5 anni fa, in un infortunio sul lavoro in un’azienda di Patrica. Stando a quanto ricostruito dagli investigatori, che avevano subito avviato le verifiche del caso, il sessantenne era finito dentro a una cisterna adibita allo stoccaggio e allo eliminazione di carcasse di animali deceduti. Riferito ai medici dai militari quanto accaduto, e stata proposta all’uomo una profilassi antitetanica con immunoglobuline che, stando sempre a quanto ricostruito, e stata in un primo momento rifiutata dal paziente e accettata e somministrata il giorno successivo.

Il 14 agosto e subentrata la febbre e, due giorni dopo, la tac ha evidenziato bolle gassose lungo le fasce muscolari della gamba sinistra e nei focolari di separazione

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