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Nuova Terapia Intensiva neonatale al Goretti: ricoverate due gemelline di un chilo

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La Terapia Intensiva Neonatale dell’ospedale Santa Maria Goretti ha avuto il suo battesimo del fuoco. La nuova ala del Reparto di Pediatria e Neonatologia, diretto dal professor Riccardo Lubrano, che era uno dei tasselli mancanti per permettere all’ospedale di Latina di diventare Dea di II livello inaugurata a inizio anno ha affrontato il suo 1º vero stress test con la nascita di due bambine premature estreme, venute alla luce con un parto d’urgenza da una madre alla 29esima settimana di gestazione. «Ora sono in cip up con catetere centrale e parenterale ma stanno migliorando decisamente» racconta Giovanna Pontrelli, intensivista neonatale arrivata a Latina dall’analogo reparto del Perrino di Brindisi.
Le due gemelline sono venute alla luce che pesavano un chilo e due e un chilo e mezzo. In passato, in casi analoghi, era indispensabile il trasferimento immediato in un ente ospedaliero romano. «Ora la terapia intensiva c’e e funziona» spiega il professor Lubrano. «Ed si puo fare la gestione di neonati – aggiunge la Pontrelli – non dico di 24 settimane ma ci arriveremo, stiamo formando lo staff per seguire bimbi ancora più piccoli. Nella mia esperienza lavorativa ho trattato pure un neonato di 340 grammi, dunque le due bambine nate a Latina sono gia abbastanza grandi».
Alla nascita e stato indispensabile intubarle e ventilarle per abitudine per combattere la malattia delle membrane ialine dovuta all’insufficiente realizzazione di surfattante da parte delle cellule delle vie respiratorie. «L’organismo comincia a produrlo a partire da 24 settimane per questo abbiamo dovuto somministrare un farmaco che aiuta a tenere aperti gli alveoli e a stabilizzare la gabbia toracica» raccontano dal reparto. Le piccole sono rimaste intubate per 5 giorni poi hanno indossato il casco Cipap – quello che abbiamo imparato a conoscere in questi due anni di Coronavirus che consente la ventilazione non invasiva dei degenti – e sono in terapia con uno stimolante che aiuta a mantenere l’attivià spontanea del respiro.
La madre e il papà sono al loro fianco. La madre ha pure cominciato a produrre latte consentendo di alimentare le bambine pure un poco per bocca. «E’ una signora serena» racconta la Pontrelli. Ma ha rischiato di morire. E’ arrivata al Goretti in ambulanza con una diagnosi di crisi convulsiva in atto. Ai dottori del Goretti e bastato visitarla per capire che si trattava di una crisi ipertensiva di tipo eclamptico, lo stadio più grave della gestosi. «Una delle condizioni più sfavorevoli per una gravidanza che ha messo in pericolo la vita dei bimbi e della madre» raccontano dal Goretti. E’ stato uno dei parti più complessi, un cesareo in emergenza vera. Per fortuna ora stanno meglio tutte e 3, la mamma e le due gemelline.
Vittorio Buongiorno

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