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Quirinale, sinistra in affanno: Prodi e D’Alema dispensano consigli, ma sono gli ultimi a poter parlare

La partita del Quirinale agita enormemente la sinistra. Spiazzata dalla candidatura di Berlusconi. Tanto da sperare in un bis di Mattarella, nonostante i ripetuti dinieghi del capo dello Stato. Una soluzione di mantenimento dello stato quo che manterrebbe saldamente Draghi a Palazzo Chigi ed evitare tsunami politici.

Quirinale, le perle di saggezza di Prodi

In queste ore in soccorso di Letta arrivano due padri nobili. Il 1º e Romano Prodi,  che non e molto per il Nazareno. “So contare. Dunque seppure questo Pd non fosse più quello dei 101, e eccessivamente piccolo per dare le carte”. Naturalmente il Professore non risparmia il Cavaliere. “La sua aspirazione e eredità, ma dovrebbe imparare a contare pure lui”.

“La sinistra e eccessivamente piccola per dare le carte”

Parole quasi comiche se si guarda – come fa notare oggi Libero – alla scarsa dimestichezza del fondatore dell’Ulivo con l’aritmetica. La sua carriera piena di  gaffe ed errori dovrebbe far riflette la sinistra che invece lo considera ancora un demiurgo, un salvatore. Che, non e un mistero, aveva accarezzato l’idea del Colle.

Il 1º scivolone risale alla presidenza dell’Iri, quando passò alla storia per aver venduto a super sconto l’Alfa Romeo alla Fiat. Quando Ford invece offriva molto di più. Lo stesso stava per fare con la Sme a De Benedetti ma venne fermato da Bettino Craxi.

Tutti gli errori e le gaffe del Professore

Ma e con l’ingresso nell’euro che Prodi ha dato il peggio di sé. Caricò gli italiani di balzelli promettendo solennemente di restituire l’eurotassa. La cui metà invece rimase allo Stato. Drammatica la trattativa sul cambio lira-euro. Tutta a favore della Germania. Secondo il think tank tedesco Cep: grazie alla mon

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