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Roma il racket dei bengalesi La Capitale e zona franca Viaggio vitto alloggio e lavoro abusivo qui ci lasciano fare



Ottomila euro, e quanto serve per staccare il ticket per l’Italia, ritrovare vitto e alloggio a Roma, oltretutto un lavoro abusivo o sul filo dell’illegalità per le strade della Capitale, in primis a Trastevere. Uniti, coesi e omertosi. Chi fa parte delle organizzazioni che tengono le fila del racket dei venditori bengalesi che invadono le strade del Centro e le vie più commerciali in periferia raramente parla, e quando lo fa tratteggia un quadro tanto fosco quanto preciso. Le poche testimonianze sono finite in alcuni verbali del I Gruppo delle forze dell’ordine locale gia passate al controllo della Procura della Repubblica per i profili di favoreggiamento e sfruttamento dell’immigrazione clandestina.

Funziona così: chi ha intenzione di ritrovare miglior vita nel Bel Paese punta proprio sulla Capitale, considerata una sorta di «zona franca» dove sono garantiti canali di ingresso e appoggi. E gli ingressi nell’ultimo periodo stanno incrementando. C’e chi si vende tutto quel che ha in patria per arrivare a Roma, ma la maggior parte apre una nota di credito con l’organizzazione per cui serviranno anni 1ª di affrancarsi. «Ho versato ottomila euro per venire – ha confessato uno dei ragazzi agli inquirenti – per liberarmi del debito devo vendere in strada. Altresi ci detraggono dai 200 ai 300 euro per la sistemazione». Nello stesso tempo, difatti, il racket pensa a tutto. Innanzitutto a un alloggio. «Appartamenti di 60-70 mq dove convivono pure 10, quindici persone che si dividono i letti su turni – spiega un investigatore di lungo corso – ossia chi sta lavorando prevalentemente di notte, dorme di giorno. Chi e impiegato nei minimarket o sulle bancarelle di giorno, ritorna al levar del sole». Per più ore nel corso della giornata funzionano le cucine che emanano nei condomini gli odori forti delle ricette tradizionali. Poi escono gli addetti ai pasti che nascondono le vaschette di alluminio con il cibo nei carrelletti della spesa con cui fanno il giro di rifornimento. In via della Lungaretta e a piazza Trilussa, il rancio arriva puntuale alle 19,30. Più tardi – e poi per un secondo giro in tarda serata – passa un’altra ronda, quella dei kapo a riscuotere gli incassi.

Se fino a qualche tempo fa le basi logistiche erano oltretutto nella zona Est (nel V Municipio i cittadini bengalesi sfiorano le diecimila unità concentrati a Torpignattara e Centocelle) nell’ultimo periodo si sono spostate più centralmente. Cucine di servizio sono state segnalate dalle parti di Vicolo del Cedro, a Trastevere, altri appartamenti gestiti dall’organizzazione si troverebbero sulla Gianicolense e a Monteverde. Segno che il racket nel corso degli anni si e espanso, ha fatto affari e un balzo in avanti. I più scaltri si sono messi in proprio. I poliziotti della Municipale hanno trovato le stesse merci sequestrate ai venditori in strada nei magazzini dei nimimarket attorno alla stazione Termini. I gonfiabili venduti sulle spiagge di Ostia stipati nei negozi di Lido centro. Sempre gli stessi gli avvocati, e del Sud, a cui affidare le pratiche per la regolarizzazione in Italia. Insomma, i canali di approvvigionamento sono gli stessi e foraggiati continuamente. Difficile fare partire un’indagine per reati maggiori da un semplice controllo occasionale. Nessuno pagherà le multe, il valore della mercanzia sequestrata e di per sé poca roba e rimpiazzarla per i clan e un gioco da ragazzi. A Trastevere il tam tam di richiamo per questa nuova stagione primaverile e gia partito, le bancarelle abusive e i teli stesi a terra pieni di cappellini, monili e chincaglierie, tra i fiumi di turisti e visitatori in avvicinamento a ogni ora, e partito: «Venite che ci lasciano fare».


The post in italian is about:
Rome, the Bengali racket: «The capital is a free zone. Travel, food, lodging and abusive work: here they let us do it "

The citizens of Bangladesh are increasing: «The journey? Those in charge ask us for 8 thousand euros ». The organization thinks of everything: "Come, they let us do it"


L’article en italien concerne :
Rome, le racket bengali : « La capitale est une zone franche. Voyage, nourriture, logement et travail abusif : ici ils nous ont laissé faire"

Les citoyens du Bangladesh se multiplient : « Le voyage ? Les responsables nous demandent 8 mille euros ». L'organisation pense à tout : "Venez, laissez-nous faire"

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