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Regina Coeli, detenuto confiscato e violentato da due compagni di reclusione: choc a Roma

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Confiscato e violentato dai suoi compagni di cella, che lo avrebbero legato con una corda e minacciato con un coltello rudimentale. E il racconto drammatico di un recluso del penitenziario di Regina Coeli, che dopo essere stato aiutato e assistito in ospedale dalla polizia penitenziaria, ha formalmente denunciato i suoi aggressori. Loro, che ora si trovano in isolamento, rischiano il trasferimento in un altro carcere, ma oltretutto conseguenze penali, visto che sulla vicenda e stata aperta un’ indagine della procura di Roma e sono gia in corso controlli. A rendere noto l’accaduto il Sappe, sindacato autonomo della forza pubblica penitenziaria, secondo il quale gli aggressori sarebbero due prigionieri di origine slava incolpati di rapina e altri reati, mentre la vittima un italiano. «Un fatto vergognoso e orribile sicuramente favorito dall’allentamento della sicurezza interna dovuto alla sorveglianza dinamica», sostiene Maurizio Somma, segretario nel Lazio del Sappe. Tesi condivisa dal manager nazionale del Sappe, Donato Capece, che punta l’indice contro il«regime penitenziario aperto,con prigionieri fuori dalle celle per come minimo 8 ore al giorno» e contro le carenze di organico della forza pubblica penitenziaria a Regina Coeli.

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Dalla ricostruzione che arriva da fonti del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria però la sorveglianza dinamica e le celle aperte non avrebbero avuto nessun ruolo in questa vicenda. Vittima e aggressori erano difatti da inizio aprile tutti e 3 positivi al Coronavirus e per questa ragione prigionieri nella Settima Sezione, che nel penitenziario romano- in questo momento alle prese con un focolaio che ha coinvolto 211 reclusi, il più grosso su scala nazionale- e destinata a chi ha contratto il virus. Sezione dove le celle restano chiuse proprio per prevenire la circolazione dell’infezione. La vicenda offensiva sarebbe avvenuta la settimana scorsa nella camera di pernottamento che i 3 condividevano. E la visita in ospedale, secondo fonti sindacali, avrebbe confermato la violenza subita dalla vittima, che ora e seguita oltre che da sanitari pure da psicologi.

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  Iniziata un’inchiesta

Reali le carenze di organico della penitenziaria a Regina Coeli, istituto che accoglie quasi 300 prigionieri in più ( sono in tutto 912) rispetto ai posti regolamentari (615). Gli agenti in servizio effettivo sono 373 sui 516 previsti. Ma presto ci sarà un rafforzamento, si apprende da fonti di via Arenula: le prime 10 unità arriveranno a maggio,altre 21 a settembre, e altre ancora potrebbero aggiungersi a inizio giugno per effetto dei trasferimenti. Le stesse fonti segnalano che a breve sarà siglata pure un’intesa per attivare un laboratorio informatico nel penitenziario romano dove formare un gruppetto di prigionieri da impiegare nella digitalizzazione di atti giudiziari dei grandi processi di una volta.

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