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Rieti, l’edicola di piazza a 88 anni fa ritrovare il piacere di leggere

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RIETI – La foto di piazza Vittorio Emanuele in pagina e quella di una cartolina postale ed e stata scattata tra 1934 e 1936. Per stabilirlo e stato indispensabile osservare alcuni particolari, a parte l’assenza della Fonte dei Delfini, rimossa nel 1930 per facilitare il traffico automobilistico, spostandola in piazza XXIII Settembre, nel quartiere Madonna del Cuore. Il 1º particolare e fornito dal palazzo adiacente al Municipio, che in precedenza ospitò pure l’albergo della Croce Bianca, demolito per far posto nel 1940 alla più arretrata torre in travertino che accoglie uffici dell’amministrazione comunale. il 2º particolare e la posizione da dove fu scattata la foto: vale a dire l’angolo dal lato di piazza Cesare Battisti del bar dell’albergo 4 Stagioni, aperto nel 1933. Dunque, considerando questa ultima data e che tra demolizione del palazzo dell’albergo della Croce Bianca e ultimazione della torre nel 1940 sono trascorsi circa tre anni, la foto si colloca tra 1934 e 1936.

L’edicola. A destra si nota che gia allora esisteva l’edicola, con esattezza dov’e oggi. Pure in questo caso viene in aiuto la realizzazione dell’albergo 4 Stagioni, come gia detto aperto nel 1933 dopo la demolizione della preesistente chiesa di San Giovanni in statua. Difatti, una foto scattata dagli scavi del cantiere mostra che l’edicola all’epoca era non presente e che dunque fu aperta immediatamente dopo. In base a questa ricostruzione – quasi al livello dell’impiego del carbonio 14 per datare reperti dall’era dei dinosauri in poi – si può affermare che l’edicola tra le piazze Vittorio Emanuele II e Cesare Battisti ha circa 88 anni.

Evoluzione e passato. Osservando la cartolina del 1934 l’edicola sembra avere una forma cilindrica, stile liberty, come quelle antiche nel cuore di Roma. E’ invece difficile ricostruire cosa sia avvenuto da allora fino al 1º dopoguerra. Di sicuro dalla fine degli anni ‘50 quella struttura fu sostituita da un’altra in metallo, lunga e antiestetica, verniciata di bianco, suddivisa a metà tra un distributore di benzina – gestione Palazzoli sul versante di piazza Battisti – e l’edicola che si affacciava sulla piazza del Comune, gestita da due anziane signore, madre e figlia, fino a metà anni ‘70. Dunque il distributore venne chiuso, l’enorme e inamovibile serbatoio sotterraneo di carburante fu riempito di sabbia e l’intera struttura, rilevata da Nerio Pitoni, che gestiva un autonoleggio nella piazza stessa, fu destinata per intero alla vendita dei quotidiani. Dunque, verso fine anni ‘80 l’edicola passò ai familiari Matteocci – chi non ricorda il simpatico e compianto Mauro? – che sostituì la vecchia struttura con quella attuale per poi cederla nel 1998 alla signora Luciana Ignari e al marito Silvano Mastroiaco, che a febbraio 2023 celebreranno il 25esimo anniversario della gestione, con ogni probabilità la più lunga nella storia dell’edicola.

Il presente. «In questi anni – spiega la signora Luciana – ho vissuto grandi trasformazioni, a iniziare dallo sviluppo di internet che ha a fondo influenzato l’informazione andando a scapito della carta stampata. Poi e arrivata la crisi del 2008 ad aggravare il dipinto, ma nello stesso tempo le edicole si sono evolute vendendo libri, video, Cd, dischi a 33 giri, numerosi collezioni di figurine, ricariche telefoniche, oggettistica varia, gadget e oltretutto tanti giochi per bimbi. Una rivoluzione senza la quale, in seguito al calo delle vendite dei quotidiani, sarebbe duro lavorare». 
In qualche modo però l’epidemia e stata d’aiuto: «In principio con la gente rintanata in casa e stata dura – spiega – poi il tanto tempo libero a disposizione ha stimolato il ritorno alla lettura dei quotidiani, incrementando le vendite, per avere una informazione più completa e professionale in confronto a internet». Ma Luciana ha un dispiacere: «I giovani leggono poco, sono poco curiosi. Per me non basta informarsi solo sul telefono. Giorni fa però ho avuto una piccola compiacimento. Una giovane sui 25 anni, mai vista 1ª, e entrata dicendo: ‘Signora non ho mai letto, vorrei iniziare a informarmi e a capire cosa leggo’, e ha comprato il suo 1º quotidiano. Spero che stia continuando».

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