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Roma uguale Italia per la 3ª volta dal 2018 e il nostro portabandiera europeo

Chiamate Italia 3131. Perché Roma, la Roma giallorossa, come minimo nel calcio e come minimo nelle coppe europee, significa di nuovo Italia. E il nostro baluardo, l’asta di una bandiera sbrindellata, il bastone che nuovamente ci sostiene a fatica. Nuovamente, sì. Perché negli ultimi anni non e una novità che la Lupa rimanga l’unica rappresentante del nostro calcio nella semifinale di una coppa europea.

Dal 2018 e la 3ª volta in 5 anni. La semifinale col Liverpool, Champions League 2017/18, e l’apice. La Roma aveva perso male, malissimo, a Barcellona nell’andata dei quarti di finale. Sembrava a casa, in pratica lo era. Ma al rientro aveva sfornato la prestazione della vita: a segno Dzeko, poi De Rossi su calcio di rigore, alla fine Manolas, con quella corsa a perdifiato e quegli occhi spiritati entrati ben presto nella storia. Della Roma, della Champions, pure del nostro calcio.

Col Liverpool, il capolinea. I Reds sono più squadra, hanno la precedente Salah e ad Anfield si impongono con un 5-2 che non ha nemmeno eccessivamente bisogno di essere raccontato. A un certo punto il punteggio e addirittura esagerato: 5-0. Poi alcune reti giallorosse nel finale. Che in realtà infiammano la doppia sfida, se e vero che al rientro la Roma vince 4-2, prendendosela con qualche torto arbitrale e sfiorando la seconda impresona di seguito. Quel Liverpool, per la cronaca, perderà col Real Madrid nella finalissima di Kiev, all’ultima di Cristiano Ronaldo con la maglia bianca. Ve lo ricordate Karius con le sue papere?

La seconda semifinale e storia più recente. Un anno fa, appena. Manchester United-Roma, Roma-Manchester United. L’epilogo e simile a quello col Liverpool. La Roma perde malissimo nel Regno Unito, un 6-2 che entra a far parte delle goleade al passivo rimediate in Europa. All’Olimpico ha un guizzo d’orgoglio, porta a casa un 3-2 che però non serve per richiudere nella stalla i buoi, gia scappati da un bel po’. Edinson Cavani e il signore della serata. United in finale, che poi perderà ai rigori col Villarreal.

E poi la Conference League. Che e pur sempre la Conference League, ossia la 3ª coppa europea, però e la 1ª edizione, e vuoi mettere essere il 1º ad alzarla? Altresi c’e sempre il solito dato: la Roma e rimasta da sola. Una solitudine che mette un po’ di infelicità ma al contempo inorgoglisce, perché sta diventando una discreta costante. Nel 2018, i giallorossi sono diventati l’unica e ultima italiana rimasta in corsa. Nel 2021, idem. E quest’anno la storia si e ripetuta. Con la speranza, stavolta, di spingersi ancora un po’ più in là, ossia alla finale di Tirana.

Il prossimo avversario della Roma, l’ultimo ostacolo tra Mou e Tirana, il suo nome è Leicester. Un’altra inglese, come lo erano il Liverpool e lo United. Le Foxes hanno pareggiato 0-0 in casa col PSV, poi sono andate a Eindhoven e si sono imposte 2-1 in rimonta. Diversamente dalla Roma, non sono gli unici inglesi rimasti in corsa: ci sono pure il Liverpool e il Manchester City in Champions League e il West Ham in Europa League. Il dato più rappresentativo dell’attuale distanza tra Primo ministro League e Serie A.

ms-fon 2112

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