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Un termovalorizzatore per Roma Gualtieri Apparato nel biennio e zero discariche



La Capitale avrà il suo termovalorizzatore, entro due anni. Ad annunciarlo e il primo cittadino Roberto Gualtieri, nel corso della seduta straordinaria dell’assemblea capitolina sulla gestione del ciclo della spazzatura e il piano industriale dell’Ama. «Con la finalità ambizioso di zero discariche a Roma abbiamo deciso di realizzare un termovalorizzatore a completo controllo pubblico con le migliori competenze industriali», mette in rilievo Gualtieri. La scelta del Campidoglio rappresenta una svolta importante nella lotta per prevenire l’emergenza rifiuti, con la Capitale sempre sull’orlo della crisi. «Roma e più pulita di come l’abbiamo trovata ma ben al di sotto degli standard che ci siamo prefissati – ammette l’inquilino di Palazzo Senatorio – I miglioramenti risentono della precarietà degli sbocchi e degli strumenti di raccolta».

Ad velocizzare la decisione dell’amministrazione comunale e il non riuscito raggiungimento degli obiettivi prefissati dalla precedente giunta, quella di Virginia Raggi, che puntava al 70 per cento di raccolta differenziata per chiudere la serie di rifiuti. Che, invece, e tuttora consegnato alla équipe della maggior parte dell’immondizia raccolta verso impianti pure molto lontani dalla Capitale, con spese ingenti. «Si sta lavorando con il Governo e la Regione per permettere a Roma di chiudere il proprio ciclo della spazzatura – spiega Gualtieri – con tutti gli strumenti necessari e di ricorrere alle procedure pure straordinarie per assicurare rapidità, certezza ed efficienza, superando il vincolo posto dal piano regionale». E da ambienti vicini alla Regione il via libera sembra molto vicino, vista pure l’importanza strategica della scelta, così come sembra concreta l’opportunità di inserire questo dispositivo nel novero dei progetti finanziabili con i fondi del Pnrr.

L’orizzonte e quello del Giubileo del 2025: un avvenimento di risonanza mondiale, per il quale la Città eterna non può farsi scorgere in queste condizioni. L’area prescelta e l’area industriale di Santa Palomba, a sud della Capitale, al confine con i comuni di Pomezia, Ardea e Albano. Lì sorgerà un nuovo dispositivo in grado di trattare 600 mila tonnellate annue di immondizia indifferenziati, che renderà necessaria soltanto una piccola discarica di servizio da 60 mila tonnellate. Secondo le stime del Campidoglio, il termovalorizzatore renderà probabile produrre il fabbisogno annuo di elettricità di 150 mila famiglie e risparmiare il gas utilizzato da 60 mila famiglia tutti gli anni.

La svolta della Capitale riceve subito la benedizione di Enrico Letta: «Condivido e apprezzo la decisione di Gualtieri di dare una svolta alla politica della spazzatura a Roma attraverso una strategia di valorizzazione energetica strutturale», commenta il segretario dem. Secondo Nicola Zingaretti, «Roma deve essere autosufficiente in tempi brevi o rimarrà sotto la spazzatura per sempre», sostiene il governatore, che per aiutare il Campidoglio dovrà adeguare il disegno allo stato attuale in vigore nel Lazio. Superando pure i maldipancia degli alleati M5S: «Il piano rifiuti della Regione Lazio non prevede l’installazione di nuovi inceneritori», ricorda l’assessore regionale Roberta Lombardi. Ma il fronte politico favorevole al nuovo dispositivo e vasto: «L’importante e che a Roma alla fine si decida, dopo tanti dubbi e incertezze di una volta, per un termovalorizzatore che permetterà di risparmiare, abbassare le tariffe per i cittadini e produrre energia dai rifiuti», mette in rilievo Raffaele Ranucci, ex senatore dem e sponsor della lista civica per Gualtieri. Di «ottima decisione» parla Carlo Calenda, leader di Azione ed ex candidato primo cittadino della Città eterna. Pure dal centrodestra si plaude alla scelta, rivendicandone la paternità: «Gualtieri dà ragione alla Lega e presenta la esecuzione di un termovalorizzatore», dice la deputata del Carroccio, Barbara Saltamartini. Si smarca però Fratelli d’Italia, con il capofila capitolino Giovanni Quarzo: «Questa tecnologia e ormai obsoleta e superata – sostiene l’esponente di Fdi – Gualtieri con tutta evidenza ignora l’esistenza di gassificatori e dissociatori molecolari al plasma, impianti industriali di nuova generazione gia molto diffusi in Usa e Asia».


The post in italian is about:
A waste-to-energy plant for Rome, Gualtieri: "Plant in two years and zero landfills"

It will be built in Santa Palomba, south of the city. It will be able to process 600 thousand tons per year


L’article en italien concerne :
Une usine de valorisation énergétique des déchets pour Rome, Gualtieri : « Usine en deux ans et zéro décharge »

Il sera construit à Santa Palomba, au sud de la ville. Il pourra traiter 600 mille tonnes par an

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