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Termovalorizzatore a Roma Gualtieri Apparato a impatto zero mai piu rifiuti per strada



«Con questo piano Roma trasformerà la spazzatura da problema in risorsa per la transizione ambientale ed energetica: ridurremo le emissioni, supereremo le discariche e il consumo di suolo, produrremo energia pulita. E con un dispositivo a impatto zero ripuliremo alla fine la città come merita». Il giorno dopo aver spiazzato tutti con l’annuncio di un termovalorizzatore pronto per il Giubileo, il primo cittadino Roberto Gualtieri guarda con più forza ai risparmi e ai ritorni per i romani. Intanto ambientali: addio a Tmb, discariche e a immondizia trasportata sui vecchi TIR. Il che porterà a «tagliare le emissioni come minimo del 45 per cento in confronto a oggi». E l’oggi «e un buco nero inquinante, capace solo di ingoiare risorse che andrebbero spese invece per spazzare le strade». Sì, perché mentre i romani pagano una Tari altissima e, malgrado la pulizia straordinaria a Natale, alcuni quartieri sono ancora sporchi. «Quello che risparmieremo con i termovalorizzatori – promette Gualtieri – lo useremo per migliorare il servizio, per esempio per lo spazzamento. Ridurremo di un 3º i costi della raccolta: al momento spendiamo 129 milioni di euro per spazzamento e lavaggio delle strade e 182 milioni per trattamento e eliminazione». Insostenibile non solo per le casse del comune.

Roma, con il termovalorizzatore la spazzatura a Santa Palomba. «Così Tari giù del 20%»

Il nuovo termovalorizzatore costerà attorno ai 700 milioni di euro. Per gli esperti del comparto, con fatturato medio di 140 milioni di euro, si ripagherà pure in 5 anni. E così la mente corre alla campagna elettorale scorsa, quando il primo cittadino promise per fine consiliatura un taglio della Tari del 20 per cento. «Ma gia in futuro con l’ingegnerizzazione del ritiro e lo sviluppo di cassonetti intelligenti e porta e porta che sta predisponendo Ama, pagheranno di meno di Tari i cittadini che faranno più differenziata». Poi, ci sono il recupero dei materiali e la realizzazione di energia. «Il nostro piano e di portata storica perché nel suo edificio consente la chiusura totale del ciclo della spazzatura, portando Roma all’avanguardia dell’economia circolare. Con i due nuovi biodigestori per l’organico, per esempio, produrremo all’anno tra i 13 ai 15 mlioni di metri cubi di biogas e 8-9 milioni di biometano, con il quale alimentare pure la flotta di Ama e una parte di quella di Atac. Con gli impianti di recupero di carta, cartone e plastica sosterremo la filiera del riciclo, in un momento dove c’e richiesta profonda pure di materie prime». Poi c’e la bolletta elettrica. Il futuro dispositivo «consentirà di recuperare energia elettrica per 150mila famiglie e calore per altre 36mila».

I NODI
Questi gli obiettivi del Comune. Intanto, però, restano certune incognite. Con il termovalorizzatore non serviranno più maxi discariche, ma solo una piccola, di servizio, da 60mila tonnellate per gli scarti. Ma, intanto, nei prossimi 3 anni, dove manderemo il talquale? «La precarietà attuale – ribatte Gualtieri – rende oggi più complesso e costoso scorgere sbocchi alternativi. Con un programma ambizioso come questo, potremo gestire la fase intermedia in modo più stabile e più sostenibile». Tradotto, si eviteranno sia nuove emergenze sia il gioco in aumento dei fornitori. «Roma oggi paga il triplo (quasi 100 euro) di quanto spende Milano (30 euro) per ogni tonnellata di spazzatura». Per gli ambientalisti il termovalorizzatore e un’idea vecchia. «Veramente, e le ho cercate, non mi sono state presentate tecnologie alternative valide». Eppoi e mastodontico con le sue 600mila tonnellate all’anno. «Intanto – nota il primo cittadino – si dimentica che alzeremo il tetto della differenziata (al 65 per cento, ndr) ma poi non e affatto vero che l’dispositivo sarà sovradimensionato: Parigi ha 3 termovalorizzatori, uno da 630mila tonnellate all’anno, l’altro da 430 e il 3º da 700. Noi l’abbiamo sottodimensionato rispetto alla realizzazione di indifferenziato (quasi 900mila tonnellate, ndr) proprio per darci obiettivi ambiziosi di differenziazione e riduzione della spazzatura.
 


The post in italian is about:
Waste-to-energy plant in Rome, Gualtieri: "Zero impact plant, no more waste on the street"

The mayor: "Already in the next few months, those who do more separate collection will pay less Tari"


L’article en italien concerne :
Usine de valorisation énergétique des déchets à Rome, Gualtieri : "Usine à impact zéro, plus de déchets dans la rue"

Le maire : « Déjà dans les prochains mois, ceux qui font plus de collecte séparée paieront moins de Tari »

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