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Termovalorizzatore a Roma quali saranno i benefici per i cittadini Meno tasse rifiuti risparmio in bolletta e zero emissioni



Spediamo 581mila tonnellate di immondizia all’anno fuori confine. Perché? Perché mancano i termovalorizzatori. Così, visto che in Italia non siamo in grado di trasformare gli scarti in energia a basso costo, all’estero risparmiano sulla bolletta grazie a quello che noi italiani buttiamo nella spazzatura. Secondo i dati dell’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, la spazzatura made in Italy iniziati al trasporto transfrontaliero sono risultati in salita del 13 per cento nel 2020. Per provare a risolvere definitivamnete il problema della spazzatura nella Capitale, il primo cittadino Gualtieri ha comunicato di voler costruire entro il 2025, in tempo per il Giubileo, un nuovo termovalorizzatore per la città, in grado di trattare 600mila tonnellate di immondizia indifferenziati l’anno. I pasdaran del Nimby (non nel mio cortile) sono gia pronti però ad alzare le barricate. Ma ecco, punto per punto, come stanno veramente le cose.

Un termovalorizzatore per Roma, Gualtieri: «Apparato nel biennio e zero discariche»

QUALI RIFIUTI FINISCONO NEI TERMOVALORIZZATORI? 
L’Ispra ha rilevato che nel 2020 il 44,2% del totale della spazzatura prodotti in Italia, corrispondente a 3,7 milioni di tonnellate, e stato smaltito in discarica. Agli impianti di incenerimento con recupero di energia sono stati iniziati invece circa 2,2 milioni di tonnellate di immondizia, il 26,7% del totale prodotto, costituiti specialmente da frazione secca (1,1 milioni di tonnellate), da combustibile solido secondario (quasi 865 mila tonnellate) e da frazione organica non compostata (circa 136 mila tonnellate).

ARRIVERANNO ANCHE I RIFIUTI DI ALTRE CITTÀ?
In modo che i sistemi di amministrazione integrata della spazzatura urbani risultino efficaci, devono essere dimensionati su scala come minimo regionale.

DOVE SORGERÀ IL NUOVO IMPIANTO?
L’area prescelta e l’area industriale di Santa Palomba, a Sud della Capitale, vicino ai Comuni di Pomezia, Ardea e Albano. 

UN TERMOVALORIZZATORE INQUINA L’ARIA?
In realtà e stato calcolato che i termovalorizzatori emettono una quantità di emissioni nocive otto volte minore in confronto a quella delle discariche. L’Europa indica come modo prioritario di eliminazione il riciclo e il riuso, ma specifica che il recupero di energia dai rifiuti e ad ogni modo preferibile rispetto al trattamento in discarica. Gli obiettivi di economia circolare fissati dalla Ue prevedono che entro il 2035 soltanto il 10% degli scarti vadano in discarica. Per raggiungere questo traguardo l’Italia deve dotarsi di come minimo una dozzina di termovalorizzatori in più, da Roma in giù: quelli allo stato attuale in funzione si trovano oltretutto nelle Regioni del nord. 

CHE SUCCEDE SE LE EMISSIONI SUPERANO LA SOGLIA CONSENTITA?
Il sistema di monitoraggio delle emissioni effettua una misurazione continua della concentrazione degli inquinanti, tra i quali polveri, ossidi di azoto e acido cloridrico, dopodiché i valori misurati sono mediati su base oraria e giornaliera al fine della verifica del rispetto dei limiti previsti dalla legge. Quando vengono raggiunte le soglie di allarme l’operatore interviene per correggere l’anomalia e, in caso di superamento dei valori limite, il sistema attua automaticamente il blocco dell’alimentazione del rifiuto: l’dispositivo si arresta. Non c’e dunque alcuna possibilità di emettere sostanze tossiche nell’aria.

GLI IMPIANTI EMETTONO CATTIVO ODORE?
No, perché l’aria generata dal trattamento della spazzatura viene aspirata verso l’interno e immessa nella camera di combustione, che annulla i vapori.

QUANTO RISPARMIERANNO I ROMANI GRAZIE AL NUOVO IMPIANTO? 
Il nuovo termovalorizzatore, stando a quanto comunicato dal primo cittadino, dovrebbe addolcire una delle imposte più temute dai cittadini della Capitale, la Tari. Probabile una riduzione della tassa del 20 per cento. Oggi a Roma una famiglia paga in media 389 euro l’anno per la tassa sui rifiuti, dunque potrebbe risparmiare quasi 80 euro l’anno. Non solo. Ci saranno effetti positivi pure per quanto riguarda il decoro urbano. La presenza del termovalorizzatore difatti consentirà al Comune di investire sul rafforzamento della raccolta della spazzatura e della pulizia della città. 

QUALI BENEFICI SULLE BOLLETTE DI GAS E LUCE?
Il nuovo dispositivo dovrebbe produrre energia equivalente a soddisfare il fabbisogno energetico di 150mila famiglie e consentirà di risparmiare il gas utilizzato da 60mila famiglie l’anno. Secondo una stima dell’economista della Luiss Andrea Bollino, e come se la città riducesse il suo consumo energetico del 10%.

QUANTI SONO OGGI IN ITALIA I TERMOVALORIZZATORI?
Solo 37. Tra energia elettrica e termica producono nell’insieme circa 6,7 milioni di MWh tutti gli anni, una quantità pari al 2,2% del fabbisogno nazionale. Secondo le stime di Utilitalia, Federazione delle imprese idriche, ambientali ed energetiche, se costruiamo gli impianti di incenerimento che l’Europa ci chiede per mettere il turbo all’economia circolare possiamo arrivare a produrre ulteriori 2,5 milioni di Mwh/anno, equivalenti a circa 2,34 miliardi di metri cubi, ossia il 3 per cento del gas consumato nel Paese nel 2021. La piena valorizzazione del potenziale del biometano dai rifiuti a matrice organica vale un altro miliardo di metri cubi come stimato dal Pniec, il Piano nazionale integrato per l’energia e il clima. Incrementando l’energia prodotta dai rifiuti, stando ai calcoli di Utilitalia, si puo fare tagliare dunque del 5 per cento le importazioni di gas dall’estero e garantire un risparmio di spesa importante. 

COSA FANNO GLI ALTRI PAESI EUROPEI?
Nel resto dell’Europa hanno capito gia da un pezzo che il recupero di energia dai rifiuti rappresenta una soluzione migliore rispetto allo eliminazione in discarica. I dati Ispra dicono che il valore pro capite relativo ai rifiuti urbani iniziati a recupero energetico nei Paesi Ue e stato pari in media nel 2019 a 131 chilogrammi per abitante per anno. Si va dai 401 chilogrammi per abitante della Danimarca ai 6 chilogrammi per abitante di Cipro. L’Italia, con 96 chilogrammi per abitante per anno, si piazza decisamente al di sotto della media europea. In Germania e Francia, per intenderci, l’asticella sfiora i 200 chilogrammi per abitante per anno. Belgio ed Estonia superano la soglia dei 150 chilogrammi per abitante per anno.
 


The post in italian is about:
Waste-to-energy plant in Rome, what will be the benefits for citizens? Less waste taxes, savings on bills and zero emissions

With the new plant it will be possible to reduce the waste tax and save on electricity and gas bills. Zero polluting emissions


L’article en italien concerne :
Centrale de valorisation énergétique des déchets à Rome, quels seront les bénéfices pour les citoyens ? Moins de taxes sur les déchets, économies sur les factures et zéro émission

Avec la nouvelle usine, il sera possible de réduire la taxe sur les déchets et d'économiser sur les factures d'électricité et de gaz. Zéro émission polluante

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