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Roma termovalorizzatore la svolta Gualtieri sui rifiuti favorevoli e in opposizione



Roma, 21 aprile 2022 – La svolta sui rifiuti annunciata ieri dal primo cittadino Roberto Gualtieri, con la progettazione di realizzare un termovalorizzatore a Roma, fa gia discutere. La progettazione ha creato due fronti contrapposti, da una parte i favorevoli e dall’altra i in opposizione, che scompongono e opposizioni in Campidoglio e Regione Lazio e creano intese trasversali. Si tratta di una decisione che apre un confronto destinato a durare mesi. Perchè la scelta operata dal primo cittadino potenzialmente può rompere un tabu della politica romana, da anni impantanata nella discussione sterile su dove realizzare una nuova discarica, senza riuscire a realizzarla nè a creare nuovi impianti. 

Il primo cittadino ha incassato il sì del Pd, con in testa il segretario Enrico Letta, e del governatore del Lazio Nicola Zingaretti. Si annotano alcuni mal di pancia tra i dem romani, dove diversi esponenti non hanno apprezzato il ordine di scelta, con la comunicazione ai consiglieri fatta solo poco 1ª di entrare in Assemblea Capitolina. Mentre gli altri gruppi di , anche con alcuni distinguo sulla richiesta di un percorso partecipativo, hanno appogiato la progettazione. E’ arrivata però una contrarietà esplicita dai consiglieri del cartello Sinistra Civica Ecologista e pure da Europa Verde che ha sollevato perplessità sul tipo di impianti. Ma Gualtieri allontana subito le ipotetiche nubi e mette in rilievo che “la e compatta” confidando poi nel “dialogo per una maggiore compattezza”.

In Aula le contrarietà tra la , in teoria, possono pesare 3 voti. Gualtieri però trova una sponda tra le opposizioni, dove lista Calenda e Lega sono favorevoli all’ipotesi di un termovalorizzatore. A guidare il fronte del no al termovalorizzatore per ora sono oltretutto il M5s, la Cgil cittadina e Legambiente. 

Il Movimento vive la faccenda singolare di essere in in Regione, unitamente al Pd a supporto di Nicola Zingaretti, ma all’opposizione in Campidoglio del dem Gualtieri, con la precedente sindaca Virginia Raggi che oggi ha dichiarato come proprio il piano regionale della spazzatura non preveda un apparato di quel tipo per la Capitale. L’ipotesi progettuale, però, con una probabile deroga al piano in virtù dei poteri commissariali conferiti al primo cittadino in avvicinamento del Giubileo del 2025, potrebbe consentire di scavalcare il difficile passaggio nel parlamentino regionale del Lazio e in Assemblea Capitolina.

Un’ipotesi sulla quale secondo FdI si consuma un “bullismo politico da parte del primo cittadino Gualtieri” nei riguardi di Zingaretti. La Cgil cittadina, invece, sostiene che ieri si sia consumato uno “strappo con la città”. Il segretario romano Natale Di Cola argomenta: “Non abbiamo imparato nulla dalla storia, dopo la mega discarica che ha lasciato Roma una gestione medievale della spazzatura con il mega inceneritore ci aspettano altri trenta anni di arretratezza”. Mentre Legambiente parla di: “Una scelta totalmente sbagliata e contraria alle politiche ambientaliste”
 


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