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Videosorveglianza, bocciatura prevista a Viterbo, ma si va avanti

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«Era giusto provarci perché stiamo parlando sempre di soldi pubblici, dunque il tentativo andava fatto e certamente ci riproveremo. Ma che Viterbo non sia stata ammessa nell’elenco dei comuni che beneficeranno dei stanziamenti statali per la esecuzione di sistemi di videosorveglianza, per me non e una sorpresa. E neanche una sconfitta, se si vuole vederla in questa maniera. Il criterio principale per l’assegnazione delle risorse, difatti, era l’indice di delittuosità e, grazie al cielo, questo coefficiente a Viterbo e molto più basso rispetto ad altri territori». Parola del comandante della forza pubblica locale, Mauro Vinciotti, dopo la bocciatura da parte del dicastero dell’Interno a una richiesta di cofinanziamento per un progetto del valore totale di 52 mila euro per l’installazione di videocamere. Un importo di cui la metà risulta essere gia finanziata dal Comune con risorse proprie, mentre per l’altro 50 per cento Palazzo dei Priori puntava proprio ai fondi che il Viminale mette in palio annualmente. Una torta di 27 milioni per il 2021 sufficiente a dare supporto a un numero ristretto di comuni: 416 in base al provvedimento firmato l’8 aprile scorso dal ministro Luciana Lamorgese.

Nella graduatoria finale Viterbo si e classificata al 779esimo posto su 2078 soggetti al bando, dunque molto distante dalla soglia di sbarramento, con un punteggio totale equivalente a 36,41. Un risultato che prende in considerazione precisi criteri: l’indice di delittuosità della provincia, l’indice di delittuosità del comune, l’impatto dei fenomeni di criminalità diffusa registrati nell’area urbana da sottoporre a videosorveglianza; l’entità numerica della popolazione residente (oltre 20 mila abitanti zero punti). Ma pure il rapporto percentuale fra l’importo del cofinanziamento proposto dal Comune e l’importo totale del programma.
L’algoritmo del Viminale non ha premiato la città dei Papi.

«Diciamo che non rientrare in quel finanziamento non e una sconfitta – dice sempre Vinciotti – e gia capitato perché siamo una città relativamente tranquilla. Per le videocamere il Comune di Viterbo in questi anni ha avuto ad ogni modo accesso ad altri canali di finanziamento. Per esempio, con un bando regionale abbiamo ottenuto recentemente 40 mila euro di sostegni con i quali stiamo installando videocamere al Poggino e al centro storico. E andremo avanti».

Ma a Viterbo non c’era un problema sicurezza? «Numeri alla mano risponde il comandante della municipale – Viterbo non e una città insicura. La percezione generale di insicurezza nasce da tanti altri fattori, ma questo e un altro discorso, più articolato». D’accordo con Vinciotti, il commissario prefettizio Antonella Scolamiero: «Mi sembra che siano altri i problemi che interessino i cittadini, in questi mesi da primo cittadino non ho percepito difficoltà su questo fronte», conferma.
 

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