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Viterbo, a Belcolle primi trattamenti radianti con tecnica Vmat

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Nei giorni passati nella unità operativa di Radioterapia di Belcolle, diretta da Maria Elena Rosetto, sono stati eseguiti i primi trattamenti radianti con tecnica Vmat (Volumetric Modulated Arc Therapy). Si tratta di una sofisticata tecnica radioterapica che permette di irradiare il tumore nel corso della rotazione della testata della macchina attorno al paziente. Si puo fare, così, colpire in modo ancora più accurato ed efficace il bersaglio economizzando maggiormente i tessuti sani circostanti.

“Questa tecnica – spiega Maria Elena Rosetto – comporta, altresi, una durata della singola seduta di trattamento molto più breve rispetto alle tecniche precedentemente utilizzate con un conseguente maggior comfort per l ammalato. E’ un’altro importante passo in avanti nel miglioramento degli standard qualitativi di presa in carico dei bisogni di salute dei degenti oncologici del Viterbese – aggiunge il direttore generale della Azienda sanitaria locale di Viterbo, Daniela Donetti – ma pure del territorio nord della nostra regione, reso probabile grazie al nuovo acceleratore lineare, acquistato con un finanziamento dedicato concesso dalla Regione Lazio e installato il passato anno. Un risultato raggiunto pure grazie al lavoro congiunto dei team di professionisti della Radioterapia viterbese e della unità operativa di Fisica sanitaria, diretta da Leonardo Chiatti”. L’acceleratore lineare in dotazione all’ospedale Belcolle e uno tra i sistemi più avanzati sul mercato mondiale per la radioterapia oncologica. Consente di eseguire trattamenti di altissima precisione e complessità attraverso i quali si puo fare somministrare alte dosi di radiazioni a neoplasie situate in stretta prossimità di tessuti sani preservando questi ultimi.

“A parte la tipologia di trattamenti gia in uso e alle metodiche più moderne come la radioterapia a intensità modulata volumetrica (Vmat) – conclude Maria Elena Rosetto – il nuovo acceleratore consentirà di erogare la radioterapia stereotassica (per il trattamento in poche sedute sia di lesioni cerebrali che extracraniche) e la radiochirurgia (trattamento in singola seduta). La strumentazione e equipaggiata, altresi, con sistemi avanzati di monitoraggio dei movimenti del paziente e degli organi interni, che consentono di eseguire una radioterapia guidata dalle immagini (Igrt), attraverso l’acquisto d’immagini di qualità Tac, nel corso della seduta di terapia e la successiva correzione del posizionamento del paziente grazie al lettino robotizzato di trattamento”.

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