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Viterbo, picchia la figlia della convivente. A processo per maltrattamenti – Corriere di Viterbo

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Avrebbe malmenato la figlia adolescente della convivente al culmine di una discussione scoppiata il 15 maggio 2018 ed e finito sul banco degli imputati con l’accusa di maltrattamenti in famiglia aggravati.

 

Ieri, 12 maggio, il 43enne, residente in provincia, ma calabrese d’origine, difeso dall’avvocato Matteo Moriggi, ha fornito la propria versione dei fatti davanti al Giudice Francesco Rigato. “Io e la mia ex compagna, la quale aveva avuto una bambina da una precedente relazione, andammo a vivere insieme a casa mia nel 2011. Nel corso degli anni ero diventato quasi un padre per sua figlia, che difatti mi chiamava ‘papino’ ed ero io a provvedere alle sue necessità e a quelle della mia ex fidanzata. Però crescendo la ragazzina iniziò ad avere problemi a scuola con uno scarso rendimento e io cercavo di spronarla in tutti i modi – ha riferito l’imputato-. Le parole che vengono contestate a me, quali ‘mongoloide e spastica’ sono quelle che in realtà si riferivano a vicenda madre e figlia nel corso dei litigi. Io sono una persona educata e sono espressioni che non mi appartengono. Quando si arrabbiava con me non ero più ‘papino’ e mi diceva ‘sei un cogl***e e non capisci niente’. Quel pomeriggio di 4 anni fa rientrando dal lavoro la trovai sdraiata sul divano a guardare la tv. In quel periodo doveva recuperare delle materie e quando la sollecitai a riposarsi in altro modo si diresse verso la scrivania borbottando e io che stavo andando in un’altra stanza la sentii, e le chiesi se stesse parlando con me. Si rivolse a me in tono sgarbato e iniziammo a battibeccare, ma la discussione si inasprì e io le diedi un colpetto su un braccio con un quaderno e lei diventò irriconoscibile, tanto che si gettò su di me che andai a finire su un carrellino posto in sala che mi fece da leva e finimmo a terra tutti e due e mi mise le mani in faccia e sul collo come se avesse voluto graffiarmi”.

 

Il procedimento proseguirà il 2 febbraio 2023 con gli ultimi testimoni della difesa.

 

ITGN 2240

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