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Viterbo – Ricordato il sacrificio del pilota Pietro Calistri

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NewTuscia – VITERBO – Riceviamo e pubblichiamo.

Questa mattina, una delegazione dell’UNCRSI di Viterbo, guidata da Romano Sini, presidente provinciale dell’Unione Nazionale Combattenti della RSI, ha partecipato alla cerimonia in ricordo del pilota Pietro Calistri che si e svolta nel cimitero di San Martino al Cimino.

Alla presenza della figlia Maria Cristina, e stato deposto un mazzo di fiori alla tomba dell’eroico aviatore e ne e stata ripercorsa la vita e la carriera militare.

Visse la tragedia dell’8 settembre e dell’armistizio – afferma la figlia rievocando la figura del padre – un collega gli disse di andare al Sud, con l’aeronautica cobelligerante, ma lui che aveva volato al lato con i colleghi germanici non se la sentì di venir meno all’onore militare e non accettò questa resa incondizionata e ignominiosa.

Mentre a bordo di un’autovettura era al seguito di una autocolonna dell’aeronautica tedesca in ritirata, Calistri venne fermato dai partigiani. Forse perché erroneamente indicato come il pilota personale di Mussolini, o perché in quei momenti tragici si veniva assassinati con facilità, morì fucilato il 28 aprile 1945 unitamente ai gerarchi fascisti sulle rive del lago di Como.

Il suo corpo fu esposto a piazzale Loreto, a Milano, e vilipeso dalla folla accorsa a vedere i cadaveri, in quell’orrendo spettacolo che fu definito da macelleria messicana. Nel dopoguerra il nucleo familiare cercò di avere giustizia per quella morte assurda, dato che il Calistri era assolutamente innocente. Ma tutto fu inutile.

La storia di Pietro Calistri e narrata nel libro, scritto dal viterbese Sandro Milioni, dal titolo Che aspettano la riprendere il volo pubblicato nel 2021 da Infinito Edizioni.

Unione Nazionale Combattenti RSI, presidenza provinciale di Viterbo

Continuità Ideale, Viterbo

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