Zahara, Berto Romero o Hernán Zin: strategie artistiche di fronte alla pandemia

Zahara, Berto Romero o Hernán Zin: strategie artistiche di fronte alla pandemia

Scriveva Georges Didi-Huberman in 1999 che è difficile parlare di “ciò a cui si è direttamente, vitalmente, esposti”. A tal proposito raccoglie nella sua opera Quando le immagini prendono posizione una voce del diario personale di Bertolt Brecht, datata Settembre 1940.

Lì il drammaturgo ha espresso la preoccupazione con cui ha seguito la Battaglia d’Inghilterra, e la facilità con cui, nonostante tutto, è riuscito a lavorare alla sua opera Il signor Puntila e il suo servitore Matti :

Puntila non significa quasi nulla per me, la guerra significa tutto; Posso scrivere quasi tutto su Puntila, sulla guerra, niente. E non voglio dire che non dovrei “scrivere”, ma che proprio non posso”.

. La decisione di occuparsi del presente nobilita la pratica artistica. Ma è sorprendente, soprattutto nel caso di attivisti di rilievo, che a volte si imponga il silenzio o la fuga quando si è direttamente interessati. Per Brecht, lo scenario era la guerra; per gli artisti contemporanei, la pandemia di coronavirus

Il racconto artistico della pandemia inizierà quando sarà un ricordo del passato. Sebbene ci siano già abbastanza indicazioni che ci saranno tre strategie creative contro di essa: evitamento, evasione o assunzione.

Evitare di sopravvivere

La fatica, pandemia o meno, affligge anche gli artisti. Quindi, l’evitamento dell’immediato non può essere sempre interpretato in termini di fuga o di sguardo dall’altra parte: è, a volte, un ritiro. Una strategia sfuggente.

L’ultimo album di Zahara, Puta , composto nel mezzo di una pandemia, non parla di confinamento. Né del coronavirus. Non significa che non le importi: anche lei è stata colpita dal “colpo della realtà”. Ma nel suo caso, l’urgenza del presente ha rivelato i suoi stessi bisogni. In un’intervista ha dichiarato:

Ho passato un periodo terribile e l’album è il risultato di sessioni di terapia che portano a un totale crollare con la pandemia. Nel mio tentativo di sopravvivere ho scritto queste canzoni

Come descritto dal filosofo John Morreall in Commedia, tragedia e religione (1940), la forza del fumetto sta nella sua pragmatica visione del mondo. Secondo lei, la felicità non fa parte delle promesse di un nuovo e normale mondo perfetto. È qualcosa che dovrà essere improvvisato qui e ora.